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"Spariscono" 25 opere del pittore Piero Dorazio per milioni di euro: è guerra sull'eredità

A finire sotto accusa, oltre al cancelliere del tribunale, anche l'ultima compagna del celebre pittore e un gallerista. Oggi ha testimoniato il figlio del Maestro Piero Dorazio

Tutto gira intorno a 25 opere, sparite quasi per magia, dall’abitazione/studio del pittore di fama internazionale Piero Dorazio . Il Maestro, scomparso nel 2005, da tempo si era stabilito a Todi ed era qui che aveva deciso di far mettere radici al suo genio indiscusso, capace di tramutare i colori in opere d’arte senza tempo e acclamate dal mondo intero.

Dopo la sua morte c’è chi ha deciso di “omaggiare” il grande pittore impossessando di parte del patrimonio artistico, sottraendolo di fatto ai legittimi eredi. A finire sotto processo l’ultima compagna di Dorazio,  un cancelliere del Tribunale di Todi e un gallerista. Secondo quanto ipotizzato dall’Accusa la compagna si sarebbe  “impossessata di 25 dipinti, con l’intento di trarne profitto, custoditi presso il suo studio e gli adiacenti locali ai quali in data 23 maggio 2005 erano stati apposti i sigilli per l'effettuazione dell'inventario dal tribunale di Perugia, sezione distaccata di Todi, su istanza di Allegra Dorazio, figlia dell'artista e coerede del defunto”. Un furto che si traduce in un milione circa, all’epoca dei fatti. 

Posizione diversa per il cancelliere che venne accusato di avere “sottratto la videocassetta contenente il filmato girato da Justin Dorazio nel corso del primo accesso presso lo studio e gli adiacenti locali dove erano custoditi i dipinti, al fine di aiutare la donna a compiere il furto”. Versione, quest’ultima confermata dallo stesso Justin Dorazio, sentito oggi, 2 marzo, in aula. L’uomo ha raccontato che riuscì a scoprire del furto grazie a un elenco che lui stesso compilò subito dopo la morte del padre. Elenco senza il quale molto probabilmente nessuno si sarebbe mai reso conto della sparizione di quelle 25 opere sulle 300 presenti. 

Il gallerista deve, invece, rispondere dell’accusa di ricettazione, dopo aver ricevuto e rivenduto il quadro “Nel cuore rosse” a un collezionista di New York per 40mila euro. Oggi, ad essere stati ascoltati, oltre a Justin Dorazio, anche le figlie del noto artista che hanno confermato nuovamente la versione dei fatti, puntando il dito contro l’unica persone che avevano accesso all’abitazione del pittore e che avrebbe aiutato la loro matrigna: il cancelliere.  Gli eredi di Dorazio si sono affidati all'avvocato Carla Archilei del foro di Roma.

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