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Essere bambini a Perugia, le siringhe tolgono la libertà di andare a scuola e al parco sereni

La denuncia parte direttamente dai genitori promotori del piedibus che sono costretti ogni giorno ad avere mille occhi per evitare che i loro figli si infilzino con una siringa. Al parco? Stessa storia

Partono ogni mattina dalla stazione di Sant’Anna. In fila, ridendo e con i loro zainetti in spalla si avviano verso scuola. Appuntamento ore otto meno un quarto, né minuto di più, né minuto di meno. Non importa se sia inverno o estate. Loro muniti di ombrello, se necessario, è così che vanno a scuola. Una scena idilliaca se non fosse che nel tragitto questi bambini trovino di tutto.

La denuncia parte direttamente dai genitori, o meglio da coloro che si offrono volontari per scortare le generazioni del futuro. Ed così che passo dopo passo, non solo devono fare lo slalom tra le pozzanghere, che come qualcuno ironizza sembra che “ci sia stato un bombardamento”, ma è anche quelle maledette siringhe che devono evitare.

L’ultima (nella foto) è quella che è stata trovata questa mattina, 27 febbraio, in via XIV settembre, fortunatamente senza ago, ma questo succede quando va bene. A volte infatti le siringhe sono sporche e se non fosse che ormai i bambini del “piedibus” sono stati abituati a non toccare nulla, qualcuno potrebbe anche pungersi e contrarre una malattia venerea. La polemica è scattata immediata. “Non è possibile assistere a un tale scempio”, urlano in coro alcuni genitori, soprattutto chi accompagnando i bambini a scuola certe scene di degrado se le ritrova davanti agli occhi tutti giorni. “Abbiamo educato i nostri figli a stare attenti a tutto e in una città che conta solo 180mila abitanti ci sembra incredibile che si trovino siringhe disseminate per la città”.

Il problema si ripete poi quando l’estate i bambini vanno al parco per svagarsi. Anche qui stessa storia e stesse scene. Siringhe un po’ ovunque e mille occhi, dato che a volte sedendosi sul prato si può rischiare di rimanere infilzati. Insomma pare che alla fine dei conti i bambini di Perugia siano stati perfettamente educati, per forza di cosa, a non toccare mai nulla.

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