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Piccolo carro, il pm: "Processate i vertici della cooperativa che si occupava di minori senza requisiti"

Asl e associzione Colibrì costituite parte civile. Le difese parleranno il 28 novembre. L'inchiesta sulla struttura per minori in affido era diventata un caso nazionale

Il sostituto procurato Gennaro Iannarone ha chiesto il rinvio a giudizio per i responsabili della cooperativa Piccolo carro.

La cooperativa era finita nel mirino della Procura per la gestione delle strutture residenziali con ospiti minori a carattere di attività terapeutico - sanitaria, senza però - è questa l'accusa - averne le autorizzazioni. Nelle varie sedi dislocate da Perugia a Bettona, sarebbero stati erogati prestazioni di tipo terapeutico sanitario; per ogni paziente minore ospite la struttura riceveva 400 euro al giorno anche in virtù della valenza sanitaria della prestazione (requisiti però che non avrebbe posseduto) rispetto a quella esclusivamente a carattere socio – educativo.

Le Asl e l’associazione Colibrì si sono costituite parte civile.

Il 28 novembre parleranno i difensori, gli avvocati Giancarlo Viti, Gianni Zurino, Sandro Picchiarelli e Mario Tedesco. Poi la decisione spetterà al giudice per l’udienza preliminare Piercarlo Frabotta.

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