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Piccolo Carro, truffa e frode: maxi sequestro da sei milioni di euro

Chiuse le indagini per il presidente e vice presidente della cooperativa Piccolo Carro. Tra le ipotesi di reato contestate anche quella di truffa

Truffa aggravata e frode nelle pubbliche forniture. Sono queste le ipotesi di reato contestate dal pubblico ministero Michele Adragna nei confronti del presidente e del vice presidente della comunità Il Piccolo Carro. Chiuse le indagini per Cristina Aristei e Pietro Salerno, rispettivamente presidente e vice presidente della cooperativa; finiti nella lente dell'ingradimento della procura per la gestione delle strutture residenziali con ospiti minori  a carattere di attività terapeutico - sanitaria, ma senza averne le autorizzazioni.

Ora il gip del tribunale di Perugia Lidia Brutti ha chiesto un maxi sequestro di oltre sei milioni di euro riconducibili alla comunità il Piccolo Carro; secondo l'accusa nelle varie sedi dislocate da Perugia a Bettona, sarebbero stati erogati prestazioni di tipo terapeutico sanitario; per ogni paziente minore ospite la struttura riceveva 400 euro al giorno anche in virtù della valenza sanitaria della prestazione (requisiti però che non avrebbe posseduto) rispetto a quella eslusivamente a carattere socio - educativo. Lunedì è previsto il Riesame. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Viti, Tedesco e Zurino.

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