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Cronaca

Piccole storie di vita | Daniele era in fin di vita dopo essere stato investito: la preghiera al Beato Acutis e il ritorno alla vita

Grazie al mensile di Frate Indovino è tornato alla ribalta la storia di un perugino 14enne: "Un medico commentò che doveva trattarsi di un intervento dall'alto"

Probabilmente è tutto merito della medicina ufficiale magari con una forte componente di destino - inteso come fortuna -. Ma potrebbe essere anche altro. Chi ha il dono della fede potrebbe parlare di un miracolo. L'unica certezza è che la salvezza prima e il ritorno a camminare dopo del giovane perugino Daniele G. ha qualcosa di incredibile se confrontato con gli altri incidenti, simili al suo, che nella maggior parte dei casi non hanno un lieto fine. Potrebbe essere anche qualcosa di altro, si diceva, perchè in questa storia emergono due parole chiave: tanta preghiera e il coinvolgimento, per chi ha fede, di due figure sante per la religione cattolica: Santa Rita, la santa delle cose impossibili, e il beato Carlo Acutis, un ragazzo che nei pochi anni vissuti ha illuminato la strada e la fede di milioni di giovani e non solo in tutto il Mondo.

Le sue spoglie riposano ad Assisi e nell'ottobre del 2020 quando venne proclamato Beato si alzò una devozione incredibile, ribadiamo da tutto il Mondo cattolico. La storia è semplice ma con dei risvolti che fanno pensare: Giulio il 22 maggio scorso, giorno di Santa Rita, mentre ritorna dalla messa viene investito lungo la strada tra Castel del Piano e Pila da un'anziano. Le sue condizioni sono subito apparse difficili: un forte trauma cranico con un ematoma in forte espansione, fratture ovunque. E' in coma, praticamente in fin di vita. Si decide all'Ospedale di Perugia di intervenire con una chirurgia specializzata, i rischi sono alti. La voce corre veloce in Paese: tutta la famiglia di Giulio, gli amici e altri 2mila parrocchiani si riuniscono in preghiera. Ci sarà anche una processione con le spoglie del Beato Acutis per le vie della città.

La mattina dopo la chiamata: intervento è riuscito Giulio non è più in pericolo di vita. Ma c'è un ma. Le fratture potrebbe aver compromesso le capacità motorie del giovane 14enne perugino. L'unica speranza è una lunga riabilitazione per capire se risponde agli stimoli. Dopo 75 giorni dall'incidente non solo risponde agli stimoli ma riesce a camminare, con fatica, ma cammina. Riesce anche a prendere l'esame di terza media in una sezione speciale. E poi lui stesso racconta ai proprio amici e parrocchiani non solo questa storia incredibile ma a chi si è rivolto giorno e notte dopo l'intervento chirurgico. Così riposta il mensile di Frate Indovino che ha la sua redazione e cuore spirituale a Perugia.

"Ringrazio il signore perchè era in fin di vita quel 22 maggio scorso. I dottori poi avevano molti dubbi sulla riabilitazione e comunque ci sarebbe voluto molto tempo per riprendersi. Poi però hanno visto i miei miglioramenti, incredibili e inspiegabili. Un medico commentò che doveva trattarsi di un intervento dall'alto. Io pregavo e mi rivolgevo a Carlo Acutis perchè il Signore mi guarisse". Daniele ora cammina, ha una vita normale, è tornano in classe e può progettare il futuro.  Probabilmente è tutto merito della medicina ufficiale magari con una forte componente di destino - inteso come fortuna -. Ma potrebbe essere anche altro. Non spetta a noi dirlo. 

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