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Da stagno maleodorante a fontana limpida: “Sister Orca” nuota in un laghetto in buona salute

Erano in tanti a criticarne lo stato di degrado che l’aveva ridotto a una pozzanghera maleodorante, con vegetazione parassita, sciami di mosche e zanzare, pesci moribondi

Pian di Massiano, piazza Umbria Jazz. Il laghetto circostante “Sister Orca” è adesso in buona salute, di estetica e di sostanza. E non è poco. Erano in tanti a criticarne lo stato di degrado che l’aveva ridotto a una pozzanghera maleodorante, con vegetazione parassita, sciami di mosche e zanzare, pesci moribondi.

Senza contare i cespugli all’intorno, rinsecchiti e negletti. Insomma: l’opera d’arte che era nata per celebrare il gemellaggio con la città statunitense di Seattle sembrava aver seguito il deteriorarsi dei rapporti tra le due “gemelle”, di pari passo coi veleni che hanno fatto seguito al caso Amanda. La situazione igienica era ormai insostenibile e occorreva una decisione drastica: quell’acqua andava bonificata. Come? Naturalmente, con la clorazione, escludendo la possibilità di vita per quei miseri quattro pesciolini che tiravano il fiato coi denti.

Ma occorre dire che mai decisione fu così sensatamente assunta. Gli operai del Comune hanno svuotato, ripulito, eliminato muschi, muffe, vegetazione parassita e, soprattutto, hanno clorato. È pur vero che qualche villanzone inquinatore c’è sempre e non è raro veder galleggiare una bottiglia di plastica o un incarto. Ma i fontanieri compiono diligentemente il proprio lavoro che si dimostra all’altezza di fronteggiare i maleducati.

Ora il laghetto è pulito, alimentato da un getto limpidissimo. Addirittura vi si soffermano uccelli acquatici, stanziali e di passo, che è uno splendore ammirare. La Pinna, totem bronzeo di oltre otto metri di altezza, svetta su acque pulite ed è ancora più affascinante. Notazione di campanile: non molti sanno che l’opera di Marvin Oliver ha ricevuto la collaborazione di un’artista perugina. Per l’esattezza, il disco solare fittile, col sorriso enigmatico di foggia etrusca, è stato realizzato da Elisabetta Giovagnoni, figlia del noto scultore e drammaturgo Artemio. Un po’ di peruginità non ci sta male. Noblesse oblige.

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