Piazza Grimana e dintorni, la denuncia di un residente: "Qui lo spaccio è ripartito"

“Ne ho parlato – aggiunge un residente – anche col sindaco che mi ha messo in contatto con un operatore di polizia. Il quale mi ha rassicurato sul fatto che le forze dell’ordine stanno con gli occhi aperti"

Adiacenze di piazza Grimana: lo spaccio riparte alla grande. Parola di un residente che ha le finestre su via Pinturicchio e sulla piazzetta del Melo. “Vedo – dice – un costante via vai notturno, con la ricomparsa di facce note e di figuri poco rassicuranti. Ormai li conosciamo tutti e sappiamo di cosa campano”.

Lo schema è quello solito: rifornimento un po’ alla volta (vecchio buco della norma sulla “modica quantità”) e vendita. Dove? “Tra via del Melo, il parcheggio di Sant’Antonio sotto il Post, cui si accede attraverso la (per loro) provvidenziale scala metallica”. Spesso – aggiunge – i pusher scendono lungo viale Sant’Antonio, dove avviene lo scambio merce-denaro”. “Li vediamo anche di giorno, ma il lavoro vero si svolge col favore delle tenebre e fino a notte inoltrata”.

“Ne ho parlato – aggiunge – anche col sindaco che mi ha messo in contatto con un operatore di polizia. Il quale mi ha rassicurato sul fatto che le forze dell’ordine stanno con gli occhi aperti. Sicuramente sarà così. Ma, a dir la verità, vedo il ripetersi costante di queste situazioni”.

Poi una  riflessione sulle telecamere che dovrebbero monitorare e dissuadere. “In piazza del Melo ce ne sono diverse. Qui ce n’è anche una giroscopica che consente di vedere a 360° e un’altra dello stesso tipo è tra il campetto da basket e via della Pergola. Saranno attive?”.

"Un fatto è certo: fino a qualche tempo fa, le cose erano migliorate. Non è che lo spaccio avesse chiuso bottega, ma i venditori di morte si erano spostati verso Ponte d’Oddi (specie dopo il trasferimento della caserma Fortebraccio a Palazzo Murena). Dice un residente: “Tocca fare terra bruciata, zonizzare la città, bloccare i malviventi”.

“In una città italiana – afferma un dipendente dell’Informagiovani – si vide che il luogo dello spaccio ricorrente erano le lavanderie a gettone, aperte anche di notte. Si cominciò a tenerle sotto controllo e il fenomeno si ridimensionò”. “A Perugia – ci disse, tempo fa, un ex responsabile della squadra Mobile di Palermo – non sarebbe impossibile stroncare lo spaccio: la città è piccola, i luoghi noti, le figure e i figuri ben conosciuti”.

Invece pare che la questione sia un po’ più complessa del previsto, se non si riesce a togliere di mezzo questi delinquenti. Una battuta raccolta per strada: “Dovrebbero punire non solo lo spacciatore anche chi la compra, perché l’acquirente è il primo ad alimentare quel commercio”. Il cronista si limita ad annuire.

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