Piazza Grimana, polemiche su tutto: graffiti, parcheggi, senzatetto accampati sulle panchine

Campetti di piazza Grimana: i perugini si dividono su tutto. Fazioni variegate: altro che Raspanti e Beccherini

Campetti di piazza Grimana: i perugini si dividono su tutto. Fazioni variegate: altro che Raspanti e Beccherini. Ieri gli operai del Comune hanno tracciato le strisce: bianche. Non è mancato il mugugno di chi non ce le voleva e pretendeva che la superficie restasse a disposizione dei pedoni, oggi assediati dalle vetture. Tra di essi il noto antropologo Paolo Bartoli e Domenico Rossi, uno dei più antichi residenti di via Pinturicchio. Dicono convintamente: “Siamo gli ultimi dei Mohicani, assediati nelle riserve!”.

È saltato subito su chi, magari, le strisce le voleva… ma blu. Il motivo è semplice. Nulla quaestio sul posto per disabili e carico-scarico. Il dissidio verte piuttosto intorno a una semplice riflessione. La sosta sui restanti dieci posti è libera per mezz’ora. Ma è fin troppo facile prevedere – e ieri se ne sono avute le avvisaglie – che qualcuno piazzerà lì l’automobile per intere giornate. Come? Andando continuamente a cambiare il disco fino a consumarci le scarpe. O facendo un’altra furbata: la municipale sta lì a disciplinare il traffico fin verso le nove, poi se ne va. Zàcchete! Ci si piazza l’auto e… santi benedetti!

I vigili verranno, sì, qualche volta, a controllare, ma non troppo spesso. Il vantaggio delle strisce blu, facilmente intuibile, sarebbe stato quello di un celere turn over (il tempo di un caffè, una pizza, un pacchetto di sigarette, un farmaco, per tenerci agli esercizi che lì si affacciano). Il controllo sarebbe stato garantito dagli occhiuti dipendenti della Sipa, che girano senza sosta. Insomma: come la rigiri, la coperta è troppo corta. Altra incongruenza è il permanere di quegli inutili stalli per bici: nessuno li ha visti mai utilizzare!

Un’altra questione riguarda il livello di accettazione dei grandi tazebao, piazzati intorno al campetto domenica sera, in occasione della manifestazione de No Tav. Si tratta di lunghe strisce di domopak, tirate da un albero all’altro. Su questo supporto sono stati tracciati dei disegni, dal contenuto incomprensibile, ma tutt’altro che brutti. Dice qualcuno che portano una pennellata di colore in questo ambiente grigio. Alcuni detrattori hanno invece chiesto allo scopino di servizio di rimuoverli, ma lui si è rifiutato dicendo che non è sua competenza. In realtà, non voleva mettersi di mezzo e trovare noie. Qualcuno ha provato a strapparle, ma quelle opere di street art sono ancora lì. Almeno fino a stamane.

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Ultimo motivo di dissenso: la presenza di homeless che stazionano giorno e notte sulle panchine. Anche su questo c’è chi dice: il Comune e la polizia devono cacciarli. Chi invece esclama: “Pòri freghi, lasciali sta!”. I perugini riescono a dividersi proprio su tutto.

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