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Piano salva-bilancio a Perugia in commissione: confermata vendita quote minimetrò, maggioranza compatta

Mentre la minoranza ha evidenziato che le vendite varie (immobili e minimetrò) non sono state proposte per finanziare gli investimenti, ma per coprire l’ennesimo buco di bilancio, il terzo, e, dunque, solo per fare cassa

Il Piano salva-bilancio del Comune di Perugia, redatto dalla coppia Romizi-Bertinelli, ha ottenuto il primo voto favorvole da parte della commissione bilancio. Una correzione dei conti era stata richiesta direttamente dalla Corte dei Conti dopo l'analisi dei bilanci 2013 e 14 che aveva evidenziato entrate non riscosse - causa crisi difficili pagamenti multe e tasse - e anticipi di cassa importanti per avere liquidità. Alla Giunta è stato chiesto di trovare nuove risorse per cancellare queste criticità. Nel piano è prevista una importante vendita del patrimonio pubblico: terreni, negozi, case. Inoltre un ulteriore sia spending review sulla spesa pubblica che la vendita delle azioni del minimetrò.

La maggioranza ha detto di non avere nulla da obiettare sulle misure proposte ritenendole congrue. Per il futuro uno dei gruppi ha proposto, tuttavia, di valutare attentamente l’opportunità di procedere ad una “valorizzazione” delle quote delle partecipate, partendo da Afas, al fine di liberare risorse utili per gli investimenti. La maggioranza ha sostenuto, altresì, che non esiste un “caso-Perugia”, in quanto la situazione di difficoltà finanziaria è comune a molti Enti italiani che, non a caso, stanno adottando misure correttive similari.

Il Partito Democratico ha espresso un parere fortemente contrario sulla manovra, ritenendola in primis insufficiente rispetto ai rilievi mossi dalla Corte dei Conti. Segnalano, in particolare, che la relazione certifica le politiche stantie della maggioranza, con tanti proclami, molto presenzialismo, ma scarsa concretezza. Insomma la manovra appare generica e non in linea con le sollecitazioni della magistratura contabile. Entrando nel dettaglio delle voci contenute nella preconsiliare, l’opposizione ha evidenziato che le vendite varie (immobili e minimetrò) non sono state proposte per finanziare gli investimenti, ma per coprire l’ennesimo buco di bilancio, il terzo, e, dunque, solo per fare cassa.

I consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno ribadito che la situazione del Comune di Perugia è difficile: dopo i buchi lasciati dalle precedenti Amministrazioni, 70 milioni in totale, oggi si aggiunge quello dell’attuale Amministrazione, pari a 20 milioni circa, con la conseguenza che la città è ormai in ginocchio. Tra i punti maggiormente contestati dall’opposizione vi è il numero 6 (indirizzi in materia di entrate e spese per la definizione del bilancio di previsione), in quanto totalmente generico. Le opposizioni, infine, hanno espresso un netto parere contrario circa la proposta di vendere le farmacie Afas, ritenendole un autentico gioiello per la città.
 

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