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Acquista un pezzo di ricambio all'asta sul web, rischia quattro anni di carcere

Il giovane perugino aveva comperato un parafango per uno scooter senza sapere che era rubato

La passione per i motorini e la meccanica è costata molto ad un ragazzo, accusato di riciclaggio di beni rubati. Nel caso in questione non si parla di riciclaggio di denaro sporco, ma di un parafango di un motorino.

Il giovane, difeso dall’avvocato Rotunno, aveva la passione (dopo la disavventura giudiziaria gli è passata) di riparare i motorini, suoi e degli amici. In garage aveva approntato una vera officina e a lui si rivolgevano gli amici per un carburatore sporco, un cavo della frizione da cambiare, l’olio da rabboccare.

Un giorno un amico gli lascia uno scooter con il parafango danneggiato. Il ragazzo naviga in rete e in un sito di aste trova il parafango che fa al caso suo, anche dello stesso colore. Vince l’asta e aspetta che gli consegnino il pezzo. Cosa che avviene qualche giorno dopo. Motorino riparato, quindi, e sotto con un altro lavoro.

Dopo un po’ di tempo, però, al ragazzo arriva un’altra consegna: un plico verde dalla Procura della Repubblica contenente un’accusa di riciclaggio (pena base 4 anni e 5mila euro di multa). Il parafango acquistato all’asta, infatti, risultava rubato da un altro motorino e il proprietario lo aveva riconosciuto e fatto denuncia. Il giovane, come, acquirente è stato accusato del reato all’articolo 648 bis del codice penale.

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