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Una petizione per salvare il canile di Collestrada: “Locali fatiscenti e mancano farmaci”

La petizione, diretta al sindaco di Perugia, denuncia la situazione di degrado ed abbandono del canile: "Personale lasciato solo dalle istituzioni ad affrontare le esigenze degli animali e dei cittadini che vi si rivolgono"

È stata lanciata sulla piattaforma charnge.org la petizione diretta al sindaco Romizi ed al vice sindaco Barelli per salvare il canile sanitario di Collestrada. La petizione, che porta la firma di Claudia Stefanelli dell’associazione Libera..Mente, spiega la situazione di criticità in cui vessa la struttura, da anni promessa di attenzioni da parte dell’amministrazione ma ancora non risolta. 

“Sono oramai anni che il Canile Sanitario Comunale di Collestrada, con i suoi tanti ospiti e con tutto il personale sanitario e non, attendono la ristrutturazione dei locali oramai fatiscenti-si legge nella petizione- Questa ristrutturazione, da anni necessaria ed auspicata anche da organizzazioni importanti come la LAV, è stata tante volte promessa dagli organi politici che si sono alternati alla guida del Comune di Perugia ma, purtroppo, ad oggi le promesse fatte non hanno mai avuto un seguito serio e dignitoso sia per i tanti ospiti della struttura che per il personale che, comunque sia e nonostante tutto, lavora con professionalità e devozione”.

“Anche l'attuale amministrazione politica nella persona del suo Vice Sindaco Urbano Barelli,-continua-ha tante volte promesso una presa in carico della situazione che come si può facilmente leggere anche dai tanti articoli di giornale recuperabili sul web, è da anni dichiarata "Improrogabile".
La situazione attuale del canile, denunciata da Claudia Stefanelli, riguarderebbe la mancanza di sezioni indispensabili al funzionamento della struttura sanitaria, "come le aree d'isolamento per le malattie infettive o le aree dove ospitare i cani impegnativi che vivono già una situazione di sofferenza a causa della necessità dell'isolamento". E ancora "mancanza di  farmaci anche di ordine comune come gli antiparassitari, sedativi pre- anestesia o fili per le suture e purtroppo molto altro ancora".
"Chiunque entri dentro la struttura-conclude la petizione- ha immediatamente il ritorno di una situazione inaccettabile che mortifica la dignità e l'immagine del nostro territorio così come la professionalità e la passione con cui il personale, lasciato vergognosamente solo dalle istituzioni, accoglie i suoi ospiti e risponde alle tante necessità dei tanti cittadini che a loro si rivolgono”. 

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