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La proposta: intitolare una via al primo artista omosessuale perugino che fece "outing"

Pittore, ballerino ma soprattutto cantante. Nito Vicini, nato in via Pinturicchio, ha girato il mondo ma in Italia la sua omosessualità lo ha fortemente penalizzato. Ecco la sua biografia

Il Consigliere Carmine Camicia presenta al presidente della Commissione toponomastica del Comune di Perugia la proposta di intestazione di una strada, piazza o rotatoria a Benito Vicini, artista perugino, amante della sua città. Particolare non trascurabile: Benito fu il primo omosessuale che ebbe il coraggio di dichiarare la propria “diversità”: circostanza che pagò con offese, mortificazioni, umiliazioni personali e professionali.

Questo atto restituirebbe, almeno in parte, allo sfortunato artista perugino quella dignità che gli fu spesso negata in vita. Ecco il testo integrale della proposta, che ripropone il testo utilizzato per l’incontro, realizzato dall’Accademia del Dónca in ricordo del personaggio.

IL TESTO DELLA RICHIESTA DI INTITOLAZIONE -   “BENITO VICINI (“Nito” per i perugini) era nato nel 1922 in via Pinturicchio, nella casa che abitò fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 2003. Amò intensamente la città, tanto da effigiarla in efficaci scorci pittorici. Illustrò anche alcune poesie del poeta perugino Sandro Penna. Persona di grande sensibilità e di squisita educazione, Nito ebbe il coraggio di vivere la propria 'diversità' (che seppe comunque gestire con dignità e coraggio), in un periodo ancora molto ostile verso il mondo omosessuale. Il suo “outing” fu improntato a discrezione, con grande rispetto verso quanti non accettavano modelli di vita “alternativi”

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