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Sold out a Perugia per la lezione del grande latinista Dionigi: "Il Latino la lingua più adatta per i tweet"

Sold out in Aula Magna di Palazzo Gallenga. Dove il latinista Ivano Dionigi è stato invitato per una lectio magistralis legata al suo ultimo libro “Il presente non basta”. Libro che è stato poi presentato, nel pomeriggio, alla libreria Feltrinelli di piazza della Repubblica. Dopo il benvenuto del rettore Unistra, Giovanni Paciullo, breve presentazione da parte di Giulio Vannini che già in altra occasione ebbe a introdurre l’intervento dell’ex rettore dell’Alma Mater Studiorum bolognese. 

L’allievo di Alfonso Traina resse lo Studium di Bologna (la Grassa, la Dotta, la Rossa) con mano sicura e competenza unanimemente riconosciute, negli anni dal 2009 al 2015. Fu amministratore al Comune di Bologna. Uomo dotato di ampiezza di vedute, molteplicità di interessi, ricchezza di studi. Così come è vasta e generosa la cultura che Dionigi dispensa a piene mani a un uditorio, prevalentemente composto da studenti dei licei classico, scientifico e montessoriano, ma anche da tanti professori e persone di cultura.

Il libro è per un pubblico vasto, non solo per classicisti. È rivolto alle giovani generazioni, alle quali è dedicato, e ai “curiosi”. “Un libro che si legge come un romanzo”, dice Vannini. L’esposizione di Dionigi si dipana lungo il tema della permanenza del classico, e si marca con la domanda: “Cosa sa del presente chi conosce soltanto il presente?”. Dionigi parte dal “verbum” per illuminare la “res”, ossia le parole sono utili per far comprendere la sostanza delle cose.

Poi la civetteria dello studioso: “Non chiamate ‘midia’, ma “media” i mezzi di comunicazione di massa: la parola è latina, il plurale di ‘medium’, mezzo”. E la provocazione: “Il latino – proprio per la sua sintesi – è la lingua più adatta per un tweet!”. Quindi la riflessione sulla scuola come “Luogo dove ci si attrezza per capire il futuro, salvaguardando la nostra identità. Per formare cittadini responsabili e critici, non utili impiegati”.

Spiegando che il latino non è un rottame, un fossile, ma una risorsa per l’avvenire. Lo dimostra una lectio tarata sui concetti di parola, politica e tempo, dipanati con ricchezza di esempi e pluralità di citazioni. Rilevando, conclusivamente, il bisogno di un’autentica “ecologia linguistica, in cui la trasparenza della parola non sia vetrosa, ma cristallina”. Parole che colpiscono i presenti come frustate e che ci riportano al classico inteso come “parole scritte per tutti noi”. Per sempre.

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