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Il rientro dei cervelli: da Singapore all'Università di Perugia per fare ricerca

La dottoressa Teresa Zelante opererà al Dipartimento di Medicina Sperimentale. Ecco tutta la storia

Il Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Perugia beneficia dell’operazione per il  rientro dei ‘cervelli’ in Italia. La dottoressa Teresa Zelante è divenuta ricercatrice a tempo determinato “di tipo A” presso l’Ateneo Perugino, così come consentito dalla Legge 240/2010 firmata dall’allora Ministro Maria Stella Gelmini. Il Programma per Giovani Ricercatori, intitolato a Rita Levi Montalcini, firmato dall’attuale Ministro Stefania Giannini, fissava in 24 il numero dei contratti destinati ad attrarre giovani studiosi ed esperti italiani e stranieri, impegnati stabilmente all’estero in attività di ricerca o didattica, incentivando un loro rientro in Italia.
Gli aspiranti ‘cervelli rientranti’, dovevano indicare nella domanda la sede dove svolgere un loro ben definito progetto di ricerca e dove rientrare con un contratto triennale da ricercatore di tipo B e, successivamente, essere inquadrati nel ruolo di professori associati.

Tra i 24 cervelli all’estero premiati, è stato individuato quello della dottoressa Zelante. A Singapore per più di tre anni presso il prestigioso Singapore Immunology Network, ha collaborato con l’Immunology Network for Nanyang Technological University e con la National University di Singapore, distinguendosi in attività di ricerca nel campo dell’Immunologia e in attività didattiche. La dottoressa Zelante, per rientrare a Perugia, ha presentato un progetto di ricerca sul metabolismo del patogeno fungino Aspergillus fumigatus. Lo studio è stato valutato, di recente, dalla commissione esaminatrice, presieduta dal presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui) e da quattro esperti qualificati in ambito nazionale e internazionale, che lo ha dichiarato ammissibile a finanziamento, insieme ad altri 23 valenti giovani ricercatori.

Sono 86 i  ‘cervelli’ attualmente in lista per ritornare a fare ricerca con ‘base-Italia’ nel caso in cui uno dei 24 vincitori dovesse rinunciare alla chiamata. “Il caso della dottoressa Teresa Zelante – rileva il professor Vincenzo Nicola Talesa, direttore del Dipartimento di Medicina Sperimentale di Perugia -  ripaga con la giusta ricompensa i sacrifici e gli sforzi di tanti giovani studiosi italiani, costretti a ricercare un loro spazio fuori dai confini nazionali per le complesse difficoltà che riguardano il mondo della ricerca e dell’occupazione in Italia. Consente, infatti, a eccellenti e valide menti di rientrare in Italia per fare alta ricerca, in modo tale di arricchire le nostre strutture di ricerca, apportando idee, conoscenze e competenze nuove, continuando a respirare aria internazionale”.

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