Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Da vicini di culla a genitori, dalla storia d'amore arriva il piccolo Giacomo

Le mamme dei neo genitori erano state compagne di stanza a Monteluce, il parto nelle Stanze di Lucina dell'ospedale di Perugia

Il destino sa divertirsi e coinvolgere persone e avvenimenti in situazioni che si possono definire incroci speciali. La storia è quella di due donne perugine. Maddalena e Rossella partoriscono nel mese di maggio del 1983 al Policlinico di Perugia, a poche ore di distanza l'uno dall'altro nascono Roberta e Matteo. A quel tempo era impensabile che il nascituro potesse essere subito consegnato alla madre per tenerlo con se nella stessa camera e così Le due mamme , che condividono la stessa stanza, si ritrovano fianco a fianco al terzo piano della clinica di Ostetricia nella sala predisposta per l'allattamento al seno. Qualche giorno di condivisione di impegni e di emozioni e al momento delle dimissioni l'impegno di ritrovarsi.

Le dinamiche della vita non offrono però ai genitori di rivedersi se non a distanza di molti anni e l'occasione viene offerta dai loro figli, che guarda caso si innamorano e decidono di condividere le loro vite "Io sono nato il 3 Maggio dell'83, dice Matteo, "ed io il 5 maggio" ribatt Roberta, "stai a vedere che le nostre mamme si sono conosciute in ospedale". Detto e fatto, all'appuntamento scattano i ricordi, riaffiorano i particolari di quella lontana condivisione di vita in ospedale. Abbracci inevitabili, con la commozione che gioca tutte le sue carte; dai cassetti riaffiorano  foto leggermente ingiallite con Roberta e Matteo, che si sono sposati nel 2012 dopo qualche anno di fidanzamento, che ci scherzano su: " Il nostro destino era scritto, ci siamo innamorati dalla nascita".


Trentadue anni dopo è toccato a Roberta e Matteo assaporare la gioia del primo figlio. Nel tardo pomeriggio di oggi 16 aprile è nato Giacomo, 3,790 kg di peso, un parto naturale avvenuto nelle Stanze di Lucina con l'assistenza delle ostetriche Rosa Maria Garofoli e Rosalinda Babini. Maddalena e Rossella, le due nonne, hanno avuto ragione a pensare che il destino ha riservato loro emozioni forti,  come quelle di 32 anni fa.

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