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Metal detector rotti in Tribunale: l'inchiesta che svela la totale assenza di sicurezza

Ecco come è ridotta la sicurezza nei tribunali di Perugia. Introdursi con una pistola sarebbe facile come ordinare un caffè

Entrò senza che nessuno lo fermasse per un controllo. Armato di pistola, con rabbia feroce, fece fuoco all'interno del tribunale di Milano. In quella sparatoria che sconvolse l'Italia intera persero la vita in tutto tre persone: il giudice fallimentare Fernando Ciampi, l’avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani che era teste nel processo e Giorgio Erba, coimputato del killer. Sono ormai passati sei mesi da quel terribile 9 aprile. Sei mesi in cui tutto sembra essere stato dimenticato. La sicurezza all'interno dei palazzi di Giustizia è rimasta invariata. Introdursi con una pistola e tramutare il tribunale in un poligono da tiro, non è poi un'impresa impossibile.

La Corte d'Appella di Perugia pare esserne un esempio. Del metal detector rotto da due mesi sembra che nessuno se ne preoccupi. Basta superare il tornello e il gioco è praticamente fatto. Del contenuto che vi è all'interno delle borse nessuno se ne preoccupa. Non importa il ruolo che si ricopre. Dall'avvocato all'imputato, tutti sono liberi di introdursi liberamente, a patto che mostrino il loro documento.

La situazione è ben più peggiore al tribunale civile, dove il metal detector è rimasto solo un sogno inesaudito. Il presidente del tribunale di Perugia, Aldo Criscuolo, immediatamente dopo i terribili fatti di Milano chiese di installare un dispositivo di sicurezza per proteggere chi si trovava all'interno del palazzo di giustizia. Ma da allora niente venne fatto.

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