Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Si fa portare in carcere un pacco con dentro un telefono, multato e condannato detenuto

Respinto il ricorso in Cassazione e condanna definitiva

Riceve un pacco con dentro un telefonino al colloquio con il parente in vista in carcere, condannato ad 1 anno.

Il ricorso in Cassazione contro la sentenza di primo e secondo grado, non sortisce alcun effetto, se non quello di aggiungere anche il pagamento di 3mila euro di spese processuali e multa da destinare alla Cassa delle ammende.

Il ricorso contestava la “genericità in merito all'accertamento delle condotte di reato, essendo evidente la infondatezza della critica alla motivazione della Corte di appello di Perugia, che, contrariamente a quanto dedotto nel ricorso, ha congruamente motivato sulla correlazione tra la minaccia e l'atto di ufficio inerente la verifica del contenuto del pacco consegnato all'interno del carcere ove il ricorrente era detenuto dopo il colloquio con i suoi familiari”.

Per i giudici di Cassazione è da respingere sia il primo motivo, in quanto ben motivato, sia il secondo appunto, “in relazione al rigetto della richiesta di conversione della pena detentiva avanzata”, ritenuto “inammissibile perché rivolto a sollecitare un trattamento sanzionatorio più mite sulla base di una prospettazione di parte in assenza di un confronto effettivo con le valutazioni del giudice di merito che già aveva evidenziato la gravità del fatto e la pericolosità del ricorrente con riferimento alla riconosciuta recidiva”.

Da qui il rigetto del ricorso e la condanna al pagamento di una sanzione.

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