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Scuola di volo all'aeroporto dell'Umbria, cresce il fronte del no. "Penalizzerà l'offerta dei voli di linea"

La dura presa di posizione di Italia Nostra diretta da Luigi Fressoia

Quella scuola di volo ben venga altrove (per esempio l'aerodromo di Foligno è sottoutilizzato) ma non al "San Francesco" di S. Egidio, poiché ne impedirebbe il necessario potenziamento di traffico passeggeri/turisti. Pertanto non s’ha da fare. Questa è la posizione di vari esperti che si pronunciano circa l’istituzione di una scuola internazionale di volo nell'area demaniale dell'aeroporto di S. Egidio.  Cominciò a nutrire dubbi e ad avanzare riserve Blu (Bella libera Umbria) la cui rappresentante al Comune di Perugia, Francesca Vittoria Renda, nella relativa votazione si astenne. E il coordinamento del gruppo scrisse quanto segue: “Ancora non abbiamo avuto certezze su come il progetto impatterà sui voli commerciali presenti, dato che non si è considerato necessario interpellare un perito. Tutto quello che sappiamo con certezza sul progetto è che i due proponenti hanno due società inattive con un capitale di poche decine di migliaia di euro e che chiedono di mettere a loro disposizione 180.000 metri cubi da costruire per un valore dell'investimento di 70 milioni di euro". 

Ma, solidità economiche a parte, è proprio sull’impatto sui voli commerciali che si appuntano le critiche odierne.  Il presidente di Italia Nostra Perugia, Luigi Fressoia, parla chiaramente di “follia a Perugia”. E declina le considerazioni che dànno corpo all'argomento principale: il danno al traffico passeggeri. Riflessioni che ostano platealmente alla creazione della scuola di volo. Ha scritto: “Vogliono fare dell’Aeroporto di S. Egidio una Scuola di Volo.  Raccontano che non interferirà col movimento passeggeri/turisti.  Ma non è possibile che non interferisca. Bastano rapidi conti sui dati forniti dagli stessi promotori della Scuola di Volo”. Poi si passa alla matematica che, com’è noto, non è un’opinione.

Scrive Fressoia: “Parlano di 3.600 movimenti all'anno dedicati alla Scuola (i "movimenti" sono decolli e atterraggi). Equivalgono a 10/12 miseri movimenti/giorno. Siccome ogni allievo normalmente fa quattro movimenti al giorno (due decolli e due atterraggi per circa 48/50 minuti), ecco che ogni giorno si possono addestrare non più di tre, massimo quattro, allievi.

Ma come potrebbe stare in piedi economicamente un’intrapresa del genere? “Non a caso, in altro momento affermano che gli allievi saranno "migliaia" più realisticamente nel documento "Tabella carico antropico" dichiarano a regime 210 allievi (più 65 aggiuntivi… ma lasciamo perdere)”.

Quei conti sballati. “Ma i conti non tornano, se è vero che 210 allievi moltiplicati per 48 minuti, fanno un impegno totale di 168 ore al giorno”.  

Come dire che, nelle attuali condizioni geo-astronomiche, parliamo di una pura astrazione. Dice, non senza ironia, Fressoia: “Anche se mettessero d'accordo il cervello con le tabelline, rimane il fatto che i nostri timori sono più che fondati: tra le due incongruenze (solo tre allievi/giorno da un lato, 168 ore/giorno dall'altro), temiamo più verosimile l'accaparramento dell'aeroporto in favore della Scuola. Di conseguenza, Perugia e l'Umbria sarebbero destinati a perdere il flusso passeggeri via aria!”.

Quindi, si fa o non si fa? Conclusione del Presidente di Italia Nostra: “La scuola di volo la facciano a Foligno, che ha strutture parimenti adatte o adattabili. A noi serve come il pane un aeroporto efficiente. Turismo, beni culturali, economia, educazione, sono valori indispensabili. Appena un anno fa, abbiamo tenuto un importante convegno "Turismo a Perugia" insieme alla Fondazione Ranieri, ove tutti hanno riconosciuto la necessità di sottrarre l'aeroporto a ‘mala gestio’ per invece potenziarlo a dovere. L’aeroscalo è servito da ben otto strade nazionali provenienti da tutto il centro Italia e può porsi a sistema con gli aeroporti romani, moltiplicando i propri flussi”. 

Ma questo potenziamento dell'aeroporto perugino e umbro è possibile? “Certamente sì. Come Italia Nostra, insieme al Comitato Ultimo Treno, lo abbiamo dimostrato e promosso già da quindici anni. Ma ci vuole che politici e funzionari conoscano almeno l'abc del tema trasporti. Invece, hanno già approvato apposita variante al piano regolatore per favorire la scuola di volo!”. C’è solo da ridere… per non piangere.

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