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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

A rischio il servizio di "sostegno" a scuola per i bambini disabili perugini. La metà degli educatori rinuncia al passaggio alla nuova cooperativa

Un pericoloso cortocircuito rischia di penalizzare i disabili e le loro famiglie dopo il cambio di appalto passato da Borgorete ad una cooperativa di Vicenza. La lettera della metà degli educatori che hanno deciso di non continuare il servizio

La metà dei bambini e ragazzi iscritti alla scuole di Perugia da lunedì 10 gennaio rischia di restare senza l'assistenza fino ad oggi regolarmente avuta. Un pericoloso gap temporaneo a quanto sembra fino a quando la nuova cooperativa - di fuori regione, con sede a Pavia - arginerà la falla creatasi dopo il passaggio di consegne con la storica coop di casa nostra Borgorete che garantiva servizi educativi per bambini con handicap nelle scuole. Borgorete ha perso il suo appalto dopo anni e anni di collaborazione e 60 educatori su 120 non torneranno al lavoro perchè non hanno accettato di essere inglobati dalla nuova cooperativa. Una proposta considerata da chi ha rinunciato "offensiva e scorretta" preferendo dunque lasciare l'incarico con i bambini e ragazzi che seguivano da anni accettando in cambio nuove mansioni nella vecchia cooperativa per la quale conservano un grande sentimento di appartenenza.

Gi educatori hanno scritto una lettera al sindaco di Perugia, Andrea Romizi, per informarli sul mancato passaggio da una cooperativa all'altra non sfruttando dunque la clausola sociale. "Come abbiamo già scritto all'inizio di dicembre - si evince nella lettera - siamo persone adulte e libere, non siamo burattini. Nessuno può tirarci per la giacca e tanto meno considerarci alla stregua di sacchi spostabili da un magazzino a un altro, come se le cooperative fossero scatole vuote tutte uguali. La ‘clausola sociale’ è un nostro diritto soggettivo, non certo un obbligo a passare con un’azienda lombarda a noi sconosciuta. A noi costa molto (i nostri ragazzi, le famiglie e le scuole lo sanno benissimo) rinunciare a un servizio che svolgiamo da anni. Ma siamo cooperatori sociali perugini e sarebbe ancora più penoso diventare dipendenti di un soggetto ignoto e lontano, lasciando la cooperativa che ci appartiene e con cui ci diamo lavoro per cercare di essere utili in tanti settori della vita sociale cittadina".

Di fatto di creerà un pericoloso cortocircuito, seppur temporaneo si spera, che penalizzerà gli studenti più fragili. Non mancano le polemiche e le recriminazioni rivolte anche agli educatori che non hanno accettato il servizio. "Pensiamo che questa nostra scelta personalissima meriti rispetto, persino stima e apprezzamento. Le critiche più o meno velate che ci vengono mosse contengono, secondo noi, anche un cortocircuito logico incomprensibile. Se la continuità assistenziale ed educativa era veramente una necessità primaria in questo servizio, è sensato che siano state premiate l’offerta e l'équipe di lavoro di un soggetto estraneo alla nostra città? Ognuno si assuma le proprie responsabilità. La Sua Amministrazione, legittimamente, ha scelto la gara d'appalto e questa ha condotto a un cambiamento. Come si può ora pretendere che tutto resti com’era? E' ovvio che, se si cambia, le cose saranno". 

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