La protesta dei cancellieri manda in tilt il tribunale: "Questo è solo un assaggio"

Due giorni di protesta, ieri e oggi, che sono costate care al Tribunale di Perugia. I cancellieri chiedono, infatti, più personale o si rischia la paralisi dell'ordinaria amministrazione della giustizia

“Ci servono rinforzi”. La protesta è arrivata chiara ed efficace. A dimostrarlo le facce smarrite degli avvocati. Un via e vai di persone che non sapevano dove andare e cosa fare. Legali che presi dallo sconforto della calca, armati di coraggio, pur di non dover passare tutta la giornata in tribunale, hanno deciso di frugare tra i fascicolo con il solo intento di capire quale fosse il Pubblico ministero di riferimento per il loro caso. Insomma la protesta dei cancellieri, durata solo due ore, è riuscita in un lampo a mandare completamente in tilt la sede del tribunale penale di via XIV Settembre e non solo.

Una piccola anticipazione, quella di oggi e ieri (22 e 23 ottobre), che mette in guardia tutti: “Se presto non arriveranno i rinforzi richiesti, ecco cosa accadrà”. In poche parole è questo l’urlo unanime dei cancellieri che non si arrendono alle non risposte, paventando, con bandiere e un sit-in in piazza Matteotti, una “paralisi della ordinaria amministrazione della giustizia”. E già perché il tribunale di Perugia, tra trasferimenti e pensionamenti, si ritrova con un calo del personale pari al 40 per cento che tradotto in cifre scandite sta a 72 posizioni coperte su 124. 

Della astiosa questione se ne era già parlato a marzo, ma la “faccenda” era stata presa sotto gamba. Si era, infatti, parlato solo di una proposta di riduzione dell’attività di cancelleria. A luglio le rsu tornano all’attacco, ma i vertici del tribunale, una volta a Roma, ottengono a loro volta un’altra non risposta. Risultato? Il lavoro cresce sempre più con un personale che non riesce a gestire il tutto. 

A margine della manifestazione è stato proprio Peppino Cirillo della rsu del tribunale, a dire: “Adesso vediamo cosa accadrà, ma per risolvere la situazione siamo pronti a tutto, perché non si può continuare così e oggi abbiamo dimostrato con la nostra assenza quanto il nostro lavoro sia essenziale per lo svolgimento dei normali lavori del tribunale di Perugia”. 

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