Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Dossier, il Covid è un killer che uccide "direttamente" e "indirettamente": i dati sulle morti, febbraio-marzo i mesi più drammatici

I dati dell’ISTAT, prodotti insieme dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), indicano infatti un consistente aumento dei decessi nella prima parte del 2021.

Il conto, in vite umane, causato direttamente e indirettamente dal Covid è caro, salato come le lacrime versate per i tanti, troppi lutti che anche in provincia di Perugia sono stati registrati. Il Covid è stato un killer spietato, anzi due volte spietato: quando infettava le persone, quando costringeva la sanità regionale ad utilizzare quasi tutte le forze per fronteggiarlo lasciando campo libero a malattie molto più mortali come i tumori, le leucemi che restano le prime cause di morte.

Lo studio dello Spi-Cgil - sulla base dei dati dell'Istat e dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) - indica infatti un consistente aumento dei decessi nella prima parte del 2021. Dati nettamente peggiori persino della prima e seconda ondata del 2020. "Nel confronto febbraio 2020 e febbraio 2021, l’aumento dei decessi è quasi pari al 30%, con un trend per quel periodo superiore all’aumento dei decessi a livello nazionale, che, dice sempre l’ISTAT, ha visto nel 2020 un aumento dei morti pari al 9%": ha spiegato Mario Bravi dello Spi. Anche Marzo 2021 è stato un mese all'insegna dei troppi lutti: 177 in più rispetto alla media del periodo 2015-19; 99 in più ad aprile. Da

"Dai mesi successivi, a marzo 2021 - ha continuato - si sta riscontrando per fortuna una riduzione della mortalità dovuto agli effetti dei vaccini. Questo dovrebbe far riflettere profondamente i “NO VAX”. È evidente inoltre che l’aumento della mortalità che si è verificato finora non è dovuto solo al Covid, ma ad una serie di patologie che non sono state affrontate adeguatamente, perché anche nell’era del Covid la prima causa di morte continua ad essere rappresentata dai tumori". Tradotto in numeri: a Maggio +27, Giugno +22, Luglio + 22.

Lo studio dello Spi Cgil si conclude con un nuovo appello a quella parte degli umbri che non si è ancora vaccinata: "Nell’immediato invitiamo a completare la campagna di vaccinazione e a riaprire un confronto vero sul futuro della sanità nella nostra Regione, cercando di superare le gravi disfunzioni, che tutti i giorni colpiscono i cittadini e i pensionati umbri".
 

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