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Cronaca

Perugia, prestiti al fratello con i soldi dei clienti e mancanze nella sicurezza: licenziato direttore di ufficio postale

La Cassazione ha rigettato il ricorso sull'illegittimità della decisione di Poste Italiane: "Il comportamento del funzionario ha fatto venire meno il rapporto fiduciario"

La Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento di un ex direttore di un ufficio postale in provincia di Perugia per l’illecita gestione del denaro conservato nella cassaforte.

Il direttore dell’ufficio postale è stato licenziato da Poste Italiane “sulla base di contestazione che ascriveva al ..., direttore dell'ufficio postale di ..., di avere sottratto la somma di euro 1.000 dalla cassa dell'ufficio per consegnarla al fratello ..., in assenza di un rapporto finanziario in essere tra quest'ultimo e la società Poste Italiane”.

La società ha contestato anche la violazione delle regole aziendali, in quanto “il giorno precedente” al versamento di mille euro al fratello, il direttore avrebbe “lasciata la somma di euro 13.500 (dalla quale era stato prelevato l'importo di 1.000 euro, consegnato poi al fratello) nella parte inferiore della cassaforte, anziché riporla nella parte superiore, munita di ‘ritardatore’, e quindi in assenza della garanzia rappresentata dal meccanismo di cosiddetto time delay”, cioè chiunque avrebbe potuto prendere i soldi aprendo la cassaforte, non messa in sicurezza.

Tribunale e Corte d’appello di Perugia hanno confermato la legittimità del licenziamento. Così l’ex direttore si è rivolto alla Cassazione.

I giudici romani hanno confermato la legittimità del licenziamento riconoscendo che il comportamento dell’ex direttore aveva fatto “venir meno l'elemento fiduciario”, configurando la “giusta causa di licenziamento”.

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