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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca

Una volta c'erano le circoscrizioni, il Pd di Cristofani lancia i nuovi comitati di quartiere: ruolo, elezioni, candidati e associazioni

"Noi crediamo, invece, che il cittadino deve essere attore del suo contesto non solo nell’urna; deve avere la possibilità e gli strumenti di intervenire concretamente per dare il suo contributo allo sviluppo della città e del territorio"

Non è semplice nostalgia delle vecchie circoscrizioni - i mini consigli comunali sparsi sul territorio perugino - e allo stesso tempo non è neanche strategia politica - da quando non ci sono più le circoscrizioni il centrosinistra ha sempre perso e perso il controllo delle "famiglie - ma il Partito Democratico è una questione di "partecipazione" dei cittadini alla macchina pubblica. Di cosa stiamo parlando? Dei consigli di quartiere che sono stati presentati oggi dal segretario Sauro Cristofani, insieme a Francesca Pasquino, Federico Balducci e Lorenzo Ermenegildi Zurlo, della segreteria comunale. Una proposta che rientra nel pacchetto elettorale in vista delle amministrative di Perugia del prossimo anno. 

“Si tratta di un primo passaggio – ha sottolinea Cristofani – che risponde alla volontà del Partito Democratico di riconquistare la città non in virtù di somme algebriche ma sulla base di un progetto chiaro, condiviso e portatore di una visione alternativa a quella delle destre. Partiamo dalla partecipazione – dunque - che troppo spesso, in questi anni, è stata relegata ai rapporti interpersonali. Noi crediamo, invece, che il cittadino deve essere attore del suo contesto non solo nell’urna; deve avere la possibilità e gli strumenti di intervenire concretamente per dare il suo contributo allo sviluppo della città e del territorio. Questo è un tema su cui è netto il discrimine che divide la visione del modo di governare delle destre e la nostra”. 

“Il documento – ha spiegato Cristofani – dettagliato e concreto, risponde alla volontà non di enunciare un auspicio ma di proporre un cambiamento, a partire dall’idea che Perugia deve  riscoprire la sua capacità di elaborazione. Ai consigli di quartiere consegniamo ruoli e funzioni innovativi, con un occhio alle esigenze della città. Non devono essere luoghi di ratifica ma di proposta, in cui cittadini e amministrazione possono trovare un punto di incontro fattivo, che non assorbe soltanto”.

I consigli immaginati dal Pd saranno in parte elettivi e in parte non elettivi. E allora, i consiglieri eletti lo saranno su base di autocandidature, ovviamente sostenute da un adeguato numero di firme, e non in liste di partito. Ad affiancare gli eletti ci saranno, per un terzo dei componenti, rappresentanti scelti dalle realtà associative rappresentative del territorio. Il numero dei consigli andrà da 8 a 10 e saranno omogenei per  numero di componenti. Avranno diritto di voto i minorenni a partire da 16 anni e gli extracomunitari residenti da più di 5 anni. Ci sarà la possibilità del voto on line. I costi? Quelle dei consiglieri saranno prestazioni gratuite. Sedi e figure fisiche andranno reperite tra le disponibilità dell’amministrazione. Unica voce le elezioni, che non possono essere svolte in concomitanza con quelle comunali.

“Il documento – ha aggiunto Cristofani insieme a Balducci – è il frutto di una discussione partecipata negli organismi e condivisa con le forze della coalizione e con i circoli territoriali. Un lavoro intenso, collegiale, proficuo che sarà consegnato nelle mani del candidato sindaco e portato in partecipazione con i cittadini”. E questo segna una profonda diversità anche nel metodo: “Si parte dalle idee, si condividono”. Prossime priorità: come muoversi a Perugia e l’accesso ai servizi.

“Altre città simili – ha ricordato il segretario – per estensione e numero di abitanti hanno fatto, negli anni, percorsi di partecipazione. E’ Perugia che non è in linea con il resto del Paese, E’ Perugia che ha perso il contatto con le innovazioni della rappresentanza e con la società, è rimasta al palo. E noi vogliamo coprire questa carenza per ridare ai cittadini un nuovo protagonismo”.

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