Fase 2 | Messe a porte aperte tra distanziamento e volontari: ecco come è andata a Perugia

Parroci e volontari parrocchiali, giovani e adulti, all’opera per permettere ai fedeli di partecipare in sicurezza alle celebrazione eucaristiche

Desiderosi di ricevere il Pane eucaristico dopo più di due mesi di digiuno, i fedeli, anche dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, da questa mattina presto, domenica 24 maggio dell’Ascensione del Signore, si stanno recando alle messe a “porte aperte”, rispettando le norme di sicurezza sul distanziamento sociale e di igienizzazione dei luoghi di culto a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

Parroci e volontari parrocchiali si sono rimboccati le maniche per tutta la settimana affinché più fedeli possano partecipare alle celebrazioni eucaristiche domenicali (comunque non più di 200 persone ad ogni messa), scegliendo in molti casi di celebrarle all’esterno delle chiese. A Perugia è il caso delle parrocchie di San Giovanni Apostolo, nel quartiere di Ponte d’Oddi e Montegrillo, e di Santa Maria in Case Bruciate (vidi foto allegate).

La prima parrocchia è animata dai frati Minori francescani e guidata dal parroco padre Francesco Bonucci, cappellano del Carcere, dove la messa domenicale di oggi si è tenuta “in discesa”, per la caratteristica pendenza del piano stradale del parcheggio antistante la chiesa. Non poteva mandare all’aperto, accanto all’altare, la statua della Beata Vergine Maria, molto venerata in questa comunità parrocchiale dove ogni anno, l’ultima domenica di maggio, si svolge in suo onore una festa molto partecipata e sentita dalla popolazione.

A Case Bruciate, le celebrazioni eucaristiche mattutine (ore 9 e 12), si sono tenute nell’area adiacente ai locali dell’oratorio, ben allestita dai volontari coordinati dal parroco don Riccardo Pascolini, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria. L’intera Unità pastorale guidata da don Riccardo, con i suoi confratelli don Calogero Di Leo e don Gaetano Romano, è l’insieme di tre parrocchie cittadine con 10mila abitanti e con non pochi studenti universitari fuori sede (S. Maria in Case Bruciate, San Donato all’Elce e Sant’Agostino in Porta S. Angelo) di cui fa parte anche la chiesa dell’Università degli Studi molto frequentata la domenica. In tutte le quattro chiese di quest’Unità pastorale, grazie al lavoro di cinquanta volontari, da oggi possono essere celebrate le messe a “porte aperte”.

Soddisfatti i parroci e quanti dei parrocchiani, giovani e adulti, hanno reso possibile la riapertura in sicurezza di questi luoghi di culto. Una riapertura purtroppo limitata, perché, fa notare don Riccardo Pascolini, «alla messa delle 9 di questa mattina c’erano 80 fedeli, quando prima del “Coronavirus” erano il doppio».

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Oggi è una domenica particolare, ricordano i sacerdoti nelle loro omelie, perché oltre ad essere la domenica dell’Ascensione del Signore, è la 54 Giornata Mondiale per le Comunicazioni Sociali celebrata dalla Chiesa universale proprio in questo giorno. I mezzi della comunicazione sociale hanno avuto e continuano ad avere un ruolo non secondario nel tempo del Covid-19, sia nell’informazione-aggiornamento della pandemia sia nel non fare mancare il contatto-ascolto della Parola di Dio trasmettendo in diretta le messe per quanti non possono recarsi ancora in chiesa, soprattutto nei giorni festivi.

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