LA DENUNCIA Il parco della vergogna, ai Rimbocchi, zona Elce, tra spaccio e accattonaggio violento

Non solo spaccio, ma anche consumo sul posto: lo provano le numerose siringhe disseminate sul prato. E pensare che di giorno qui è pieno di bambini

Il parco della vergogna: spaccio, consumo, accattonaggio violento, giochi distrutti. La gente protesta. Al parco dei Rimbocchi accade il peggio del peggio. La situazione è reversibile? Dice una residente di prossimità: “Gli spacciatori si divertono a spaccare i lampioni per poter svolgere al buio i loro traffici. Non solo spaccio, ma anche consumo sul posto: lo provano le numerose siringhe disseminate sul prato. E pensare che di giorno qui è pieno di bambini!”. “Peraltro, i giochi sono stati smontati, perché poco sicuri. Ma hanno tolto via anche le panchine, sulle quali le mamme e i nonni si sedevano e vigilavano”.

Panchine che restano nella parte in adiacenza al bar. Ma, anche qui, qualcosa non funziona. “Mio marito – dice una signora – al mattino si mette qui a leggere il giornale, ma c’è chi lo tormenta. Un gruppo di giovani di colore (credo ospitati a Ponte d’Oddi), mentre si dirige alle zone carrelli dei supermercati dell’Elce, lo avvicina e ne sollecita l’obolo. Lui, anche per timore, dato che sono in tanti, si vede costretto a elargire la mancia, anche se contro voglia. E meno di un euro non accettano. Così lui è costretto a pagare la tassa per poter stare in pace. Ma le pare giusto?”.

Le cose vanno un po’ meglio nella zona del “parchetto”. Gli elcini chiamano “parco” quello grande, compreso tra il Cva dei Rimbocchi e il baretto, il campo da calcetto e quello che fu il beach volley (oggi, tolte le reti e lasciate le buche, è di fatto inservibile a quello scopo). Ed è questo il luogo di spaccio, mal frequentato di notte.

“Certe volte – racconta un residente – si mettono a litigare e ci svegliano di soprassalto”. Le cose vanno invece bene al “parchetto”, che è la zona compresa tra le casette di via Fratelli Purgotti e via Verga. Qui esiste un forte controllo sociale, diurno e notturno. Le finestre delle abitazioni dànno direttamente sul campo. Senza contare che la zona è intensamente frequentata da cinofili che portano a sgambare i loro amici a quattro zampe.

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Quindi, zona sicura. Ma il problema da risolvere riguarda l’altra parte, quella che comprende il campo da calcio, il parcheggio del Cva, l’ampia superficie a prato. Dice un signore, con un filo di razzismo, ma esprimendo una soluzione di buon senso: “Quei ragazzi di colore stanno tutto il giorno a sudare dietro al pallone. Non sarebbe meglio, dato che li
manteniamo, fargli fare qualcosa, come tenere pulito, falciare l’erba, impegnarli in lavoretti utili?”.

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