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Perugia 1416 e la magica conferenza su "Le Porte, i Borghi e i Rioni" del Medioevo perugino

L'assessore comunale alla Cultura Severini: "Un successo di cui andiamo già fieri": ecco il calendario dei prossimi incontri

Il Palio di Perugia si avvicina. E un’altra tappa degli eventi di preparazione a Perugia 1416, in programma il prossimo 11 e 12   giugno, è andata il segno.  Nella serata di ieri, giovedì 31 mazo, alla Sala dei Notari, i cittadini presenti hanno potuto partecipare ad un viaggio ideale tra le Porte, i Borghi, i Rioni e il contado di Perugia tra il ‘400 e l’800, attraverso le carte e le testimonianze storiche.
 

La conferenza è stata curata dal Professor Emidio De Albentiis, coordinatore della didattica   e docente di stile, storia dell’arte e del costume presso l’Accademia di Belle Arti Pietro   Vannucci di Perugia.
Il relatore è partito dall’analisi del concetto di identità, definendolo tema affascinante, ma   molto rischioso. Utilizzando una splendida veduta/mappa della città risalente al 1500, De   Albentiis ha evidenziato come il concetto di divisione di Perugia fosse incentrato   palesemente sulle cinque “porte”, da sempre elemento dominante con cui la città si   identifica.   Alle porte seguirà poi lo sviluppo dei Borghi, mentre il concetto di Rione deriva dalla   fusione delle Porte, dei Rioni e di quello che veniva definito “contado”, ossia l’area esterna   alle mura urbiche.  Dunque identità, ma con le dovute cautele. Può, ad esempio, un perugino definirsi a tutti gli   effetti un umbro (abitante dell’omonima regione s’intende)? Secondo il Professore non più   di tanto, visto che il territorio degli umbri, nelle cartine medievali, è nettamente distinto da   quello dei successori degli etruschi. L’Umbria, come la conosciamo oggi, nasce infatti nel   1861 accorpando aree territoriali molto diverse tra loro: parte della Tuscia, il Reatino,   l’antica regione degli Umbri, parte dell’Etruria.  Proprio in questo periodo storico Perugia viene scelta come Capoluogo della nuova   Provincia, essendosi distinta per i fatti del 20 giugno, e spodestando di fatto il Ducato di   Spoleto, per secoli al centro dell’attività amministrativa del territorio.
Il professore è poi passato ad analizzare con dovizia di particolari i concetti di Porte, Borghi,   Rioni e contado, utilizzando le diverse cartografie esistenti, nonché gli studi del professor   Grohmann. Non sfuggono, ad un’attenta analisi, alcune discrepanze nel tempo e molti   conflitti di attribuzione delle aree del “contado”.

Dei 60 “castra” censiti da Grohmann, ad esempio, 17 sono contesi tra alcune porte. Il conflitto principale è tra Porta Santa Susanna e   Porta Eburnea (9), segue quello tra Porta Sant’Angelo e Porta Sole (7). L’ultimo, non di   poco conto perché riguarda Corciano, interessa Porta Sant’Angelo e Porta Santa Susanna.   Lo stesso dicasi per le cosiddetta “ville”: delle 50 censite, 12 sono incerte: 10 sono al centro   di una disputa tra Porta Eburnea e Porta Santa Susanna, due tra Porta Sant’Angelo e Porta   Sole.  Nessun conflitto, invece, riguarda Porta San Pietro, il cui territorio è lineare e corrisponde   senza timori di smentite a quello di antica pertinenza dell’abbazia.  La questione delle attribuzioni delle aree del contado alle Porte si complica leggendo una   pianta della città di Perugia del Cacciavillani dell’800.  Corciano entra definitivamente a far parte di Porta Sant’Angelo, ma emerge chiaramente   l’enorme espansione soprattutto di Porta Santa Susanna che ingloba totalmente l’area del   lago Trasimeno con esclusione di Castiglione, attribuibile a Porta Eburnea.  Anche in questo periodo storico Porta San Pietro resta l’area più lineare.  In tempi più recenti (piantina del 1895) solleva curiosità l’attribuzione alle singole porte   anche di specifici edifici presenti nel centro storico di Perugia: il Duomo è con Porta   Sant’Angelo, Palazzo dei Priori con Porta Santa Susanna, la Rocca Paolina con Porta   Eburnea, solo per citarne alcuni.  Ma Perugia e la sua rievocazione storica devono considerare anche i tempi moderni, perché   la storia si fa anche oggi nel 2016.  Attualmente, in un discorso di attribuzione di territori e quartieri alle Porte, non si può non   considerare che Perugia è un Comune con confini amministrativi ben definiti. Oggi, dunque,   l’antico “contado” deve essere considerato quello ricompreso all’interno dei confini   comunali. Questo non esclude, ovviamente, che territori esterni al Comune mantengano quel   senso di appartenenza al Rione che anticamente vi era.  Insomma per dar corso alla rievocazione sembra inevitabile applicare due diversi principi:   un po’ di rigore storico, ma anche un pizzico di sentimento di appartenenza personale.
 

Chiudendo l’incontro di ieri, l’assessore Severini ha ribadito che uno dei principali scopi di   Perugia 1416 è riscoprire l’identità della città, perché i rioni rappresentano la nostra storia.  L’assessore ha tenuto a precisare che il concetto di Rione non ricomprende, come   confermato dal professor De Albentiis, solamente le aree territoriali situate dentro le mura   urbiche, ma anche tutti i quartieri e le frazioni posti all’esterno dell’acropoli. Ciò è   confermato dal fatto che tantissime frazioni di Perugia hanno aderito con entusiasmo alla   rievocazione storica, ben sapendo che ogni quartiere è parte integrante, funzionale e   sostanziale della città.
“Il successo di Perugia 1416 – ha commentato Severini – sta, quindi, nel sentirsi tutti   insieme ed uniti. Lo dimostra il fatto che, spontaneamente, stanno sorgendo molti comitati   nei vari rioni, formati da cittadini ed associazioni con sede nell’acropoli, ma anche nelle   periferie o comunque fuori delle mura; questo è, comunque, un grande successo, di cui   siamo già ora fieri”.

Dopo l’incontro di ieri, tanti altri sono in calendario.  Si riprende, infatti, mercoledì 13 aprile (alle ore 17,30), presso la Sala Sant’Anna in Viale   Roma con l’incontro su:“Nostro parente terror d’ogni gente. Braccio e i bracceschi nella   politica fiorentina”, a cura dello storico e saggista fiorentino Niccolò Capponi, in   collaborazione con la Fondazione Ranieri di Sorbello.  Gli altri appuntamenti in calendario:  Giovedì 21 aprile ore 17,30 alla Biblioteca storica dell’ABA,  La città del 400 e i suoi   landmarks, a cura di Paolo Belardi e Riccardo Serraglio, in collaborazione con la Seconda   Università di Napoli e l’Università degli Studi di Perugia.  Giovedì 28 aprile alla Sala Sant’Anna (ore 17,30): Le piante medicinali nel Medioevo, a   cura del prof. Giuseppe Frenguelli, in collaborazione con l’Università di Perugia e il Cams.  Visita guidata all’Orto Medievale di San Pietro, a cura di Cristina Galassi.   Giovedì 12 maggio, ore 17,30 Sala Sant’Anna, Lo Stato della Chiesa al tempo di Braccio, a   cura di Giovanna Giubbini e Alberto Maria Sartore, in collaborazione con l’Archivio di   Stato di Perugia.  Giovedì 19 maggio: L’arte militare e le armi al tempo di Braccio, a cura del comandante del   Comando militare Esercito Umbria, Riccardo Caimmi, in collaborazione con l’Università di   Perugia e l’Esercito Italiano.  Giovedì 26 maggio, Braccio e la sua presenza sulle sponde del Lago Trasimeno, a cura di   Pier Giorgio Manciola, professore di Ingegneria delle Acque dell’Università di Perugia.  Venerdì 3 giugno alle 17,30 alla Sala Sant’Anna lo storico dell’arte Mirko Santanicchia   illustrerà le Arti “minori” nella Perugia del primo Quattrocento, in collaborazione con   l’Università degli Studi di Perugia,  Lunedì 6 giugno alle 21,00 alla Sala dei Notari, L’ambiente politico e spirituale in Umbria a   cavallo tra il Trecento e il Quattrocento a cura di Enrico Menestò. 

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