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Paziente scrive all'ospedale di Perugia: "Colpito da umanità e professionalità"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un paziente dell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, scritta per ringraziare i medici e il personale ospedaliero

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un paziente dell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, scritta per ringraziare i medici e il personale ospedaliero.

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"A fronte di diversi  episodi di malasanità, spesso riportati dai giornali, desidero  raccontare la mia esperienza positiva, sotto molti punti di vista, riguardo ad un mio recente ricovero presso due  reparti dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Dal 15 al 28 maggio 2015 sono stato ricoverato, dapprima presso la MIV-Stroke Unit, diretta dal professor Agnelli e successivamente presso l’Unità di Degenza Infermieristica.
In merito al primo reparto, desidero esprimere i miei più sentiti ringraziamenti ed apprezzamenti per la professionalità dimostrata da tutti gli operatori (inclusi gli specializzandi e gli studenti), ma anche e soprattutto per la grande disponibilità, capacità di ascolto, umanità e cordialità espressa nei miei confronti. La capacità di ascolto se posso dirla in maniera più chiara, è stata davvero straordinaria, rispetto ad precedenti esperienze.
Esprimo un  ringraziamento al dottor Alberti che è riuscito, con grande sensibilità, ad infondermi fiducia e sicurezza fin dal primo giorno del ricovero.
Per quanto riguarda l’Unità di Degenza Infermieristica, trattasi di un nuovo reparto attivo dal  poche settimane , dove sono stato trasferito  una volta cessata la fase acuta della mia  patologia.
Qui ho potuto proseguire la terapia e la riabilitazione fisioterapica  per  “stabilizzare” le mie condizioni psico-fisiche prima della dimissione definitiva. Anche in questo reparto  sono stato  colpito dalla competenza e professionalità di tutti gli operatori che accolgono  pazienti provenienti dalle varie strutture di degenza  dell’ospedale  e quindi con patologie  le più diverse.
In relazione a quanto esposto e  quanto da vissuto, auspico  che tale reparto venga ampliato considerando quanto sia importante per i pazienti la loro “stabilizzazione” al fine di tornare nelle loro abitazioni nelle migliori condizioni possibili".

                                                                                          

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