Cronaca

Perugia onora Santa Rita nella chiesa di corso Garibaldi. Una tradizione che vive anche in epoca di Covid

Affollata l’ultima celebrazione liturgica delle 17:30 con don Riccardo Pascolini

Perugia onora Santa Rita nella chiesa agostiniana di corso Garibaldi. Una tradizione che vive anche in epoca di covid. Fin dal mattino, chiesa piena per le celebrazioni liturgiche. Lunga fila – ma con rigidi criteri di distanziamento – anche davanti al locale lungo corso Garibaldi, dove avviene la consegna delle rose benedette. Se ne sono vendute oltre tremila e i proventi serviranno a coprire gli oneri di una chiesa importante.

1 La celebrazione liturgica di don Riccardo Pascolini-2Affollata l’ultima celebrazione liturgica delle 17:30 con don Riccardo Pascolini, validamente assistito da alcuni coadiutori. Rigoroso rispetto delle norme anticovid. Don Riccardo, nell’omelia, si rivolge ai numerosi fedeli, convenuti per le ragioni più diverse e personali alle celebrazione in nome della “Santa degli impossibili”. Ne percorre brevemente l’agiografia e dice: “Siete venuti qui: chi perché ne porta il nome, chi per la ricorrenza del proprio genetliaco, chi nel rispetto di credenze e valori affettivi, educativi e familiari”.

“Ma il minimo comun denominatore – aggiunge – deve essere quello della speranza, che per noi cristiani si traduce in certezza”. “Perché non c’è spazio per disperare né per brontolare”. Poi, con riferimentoIl locale vendita delle rose-2 all’epiteto della Santa di Roccaporena, il parroco osserva: “A Santa Rita dobbiamo chiedere l’impossibile, senza fermarci davanti alle difficoltà” e il riferimento suona chiaro alla fase pandemica che stiamo attraversando. Ai rischi e ai problemi sanitari, umani ed economici connessi. “Chiedere l’impossibile della fede e l’impossibile della speranza. Non perché la vita sia senza spine, ma perché la fede le renda almeno sopportabili”. “Insomma – conclude – la Santa ci ha insegnato la normalità della santità. Senza l’illusione che tutto sia in bene, ma che ci orientiamo convintamente ‘verso’ il bene”. Parole che intercettano la sensibilità dei credenti. “Belle parole”, commenta un borghigiano. Poi la benedizione. Mentre, in chiesa, il rosso fuoco delle rose si unisce al verde speranza del cuore.

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