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L'Onaosi cambia il volto di Elce: mega progetto da 20 milioni per il collegio unico

Cerimonia di inaugurazione dell'anno 2015-2016 con Don Ciotti. Il presidente della Fondazione: "La nostra sede resta a Perugia"

Ristrutturazione radicale o costruzione ex novo. Sono queste le due opzioni in ballo per il collegio dell’Onaosi a Elce, la zona universitaria di Perugia. A darne notizia il presidente della Fondazione Onaosi, Serafino Zucchelli, nel corso dell’inaugurazione dell’anno di studi 2015-2016. “Per ricercare la soluzione migliore  - spiega una nota dell’Onaosi - è stato bandito un Concorso internazionale di idee con un investimento fino a 20 milioni di euro. E' in atto da parte della Commissione Giudicatrice la selezione dei 72 progetti pervenuti. Entro un mese la Commissione proclamerà i vincitori”.

E ancora: “Nel Centro Formativo di Via della Cupa al via la ristrutturazione di ulteriori 30 camere per un costo di 800 mila euro - oltre le 68 già ristrutturate”. Zucchelli ha concluso con due ultime considerazioni: “In merito al problema della sede centrale dell'Ente: ribadisco la volontà mai messa in discussione di lasciare la sede centrale della Fondazione a Perugia. L'argomento non è mai stato all'ordine del giorno. La maggioranza non ha mai portato proposte in tal senso. Non c'è stata alcuna votazione. Lo Statuto approvato il 13 settembre del 2015, all'unanimità, prevede all'articolo 1 che la sede della Fondazione sia a Perugia”.

All’evento era presente anche Don Luigi Ciotti, protagonista assoluto con la sua testimonianza di vita, chiamato a dissertare sul tema: "Crescere nella coscienza civica, assumendo responsabilità e senso critico".
“Condivido questa frase che leggo sulla vostra brochure-  ha sottolineato Don Ciotti, rivolgendosi ai tanti giovani presenti platea – perché l’esistenza di ciascuno di noi trova senso solo nelle condivisione e nella corresponsabilità. L’io deve diventare noi. Il cambiamento non dobbiamo chiederlo soltanto agli altri, alla politica, ma partire da noi ed autoriformarci, risvegliare le nostre coscienze. Dobbiamo avere il coraggio di cercare la verità, perché non c’è giustizia, senza verità. Dobbiamo avere umiltà e coraggio ed utilizzare responsabilità anche nell’uso delle parole.  E fare attenzione ai mormoranti, agli opportunisti, alla paura, alla solitudine, all’indifferenza, al vuoto relazionale, che sono delle malattie mortali e dilaganti - ha poi proseguito sul tema dell’educazione - che non spetta solo alla scuola o alla famiglia, ma a tutta la comunità. L’educazione deve essere diffusa, un progetto corale, condiviso”.

E ancora: “Educare significa relazionarsi con l’altro, saperlo ascoltare, anche quando non ha voce. Educare al Bene Comune, al senso del limite, alla giustizia, al rispetto, e alla speranza. La speranza che è di tutti o non è di nessuno. La responsabilità è conoscenza, io che sono laureato in Scienze Confuse, ma vi dico fate attenzione, soprattutto voi giovani, alla mentoteca – la grande enciclopedia mondiale che è internet - bisogna saper scegliere, selezionare e non accontentarsi del sentito dire, andare in profondità. Etica è una parola abusata, ma Etica significa Responsabilità, non nei codici e sulle carte, ma nei comportamenti e nelle scelte, perché bisogna dire di no alle scorciatoie e ai compromessi, alle prepotenze e ai privilegi. La Libertà è la più esigente delle responsabilità e chi è libero, deve utilizzare la propria libertà per tutelare non solo i propri diritti e la propria dignità, ma anche quella altrui. Dobbiamo diventare cittadini responsabili e non delegare nessuno. La Libertà e la Giustizia hanno bisogno della Responsabilità, che precede il Diritto ed è alla base della Legalità.  Anche Legalità è una parola abusata, troppo celebrata, educare alla legalità significa educare alla responsabilità di ascoltare la coscienza, di scegliere con coraggio il cambiamento, con sacrifico, coerenza, continuità. L’alfabeto del cambiamento deve essere scritto nelle coscienze.  Non si può essere cittadini ad intermittenza”.


Ha poi citato Don Luigi Sturzo che diceva “La politica quando si occupa del bene pubblico è la più alta espressione della carità” e sottolineato che Wla democrazia non sta in piedi senza la Responsabilità di noi tutti. La politica deve oggi e non domani, fare spazio ai giovani e non limitarsi a dare loro solo un posto” Perché una società che non investe sui giovani è una società che divora sé stessa. La corruzione e le mafie cambiano continuamente, ma restano sempre le stesse e vivono tra noi, in tutto il mondo, e soltanto cercando il vero benessere che può dare solo la verità che ci si oppone alla mafiosità.  I beni sequestrati alla mafia sono il simbolo di chi ricomincia a vivere e segno tangibile che la mafia non vince sempre, ma che insieme, talvolta, vinciamo noi”.

All'evento sono intervenuti anche il prefetto di Perugia Raffaelle Cannizzaro, la Presidente regionale Catiuscia Marini, il Sindaco di Perugia, Andrea Romizi, il Presidente e il vice presidente Onaosi, Serafino Zucchelli e Aldo Grasselli. Tra gli altri erano presenti: il Rettore dell'Università per Stranieri Giovanni Paciullo, il Pro Rettore dell'Università di Perugia Fabrizio Figorilli, Walter Cardinali, Presidente di Libera Umbria, il Presidente nazionale della Federspev, Michele Poerio e dell'Ammi nazionale, Maria Grazia Tatti, la Presidente del Consiglio Regionale, Donatella Porzi, monsignor Paolo Giulietti, Vescovo Vicario.  L'evento è stato trasmesso in web streaming ed in collegamento con tutti i Centri Formativi universitari Onaosi presenti in Italia.
 

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