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Perugia, 25 novembre giorno di sangue: "Questa è una strage, va fermata"

Il sindaco Romizi: "Dolore e sgomento, questa è un'emergenza sociale". La presidente regionale Marini: "Il mio pensiero a quel piccolo bambino di 6 anni"

Il 25 novembre 2015 è un giorno macchiato di sangue a Perugia. Nel pomeriggio Francesco Rosi, secondo la ricostruzione dei carabinieri, ha imbracciato un fucile da caccia e ha ucciso la moglie, Raffaella Presta. Il movente? La gelosia. Poi ha chiamato il 112.

“E’ con enorme dolore e sgomento che apprendiamo la notizia dell’uccisione di una giovane donna, colpita nella sua abitazione proprio mentre si celebrava la giornata mondiale contro la violenza sulle donne”. Parole del sindaco Andrea Romizi, che prosegue: “L’Amministrazione comunale sta seguendo con attenzione quanto accaduto ed esprime profonda commozione e vicinanza alle famiglie coinvolte in una tragedia che trascina con sé anche un bambino di appena sei anni”.
E ancora: “La violenza tra le mura domestiche, spesso per mano di persone vicine alla vittima, è ormai un’emergenza sociale che pare inarrestabile. Sia personalmente che come istituzioni non possiamo assistere impotenti ai continui e crescenti episodi di femminicidio. Siamo tutti chiamati  - conclude il sindaco - ad un rinnovato e sentito impegno, mettendo in campo ogni possibile iniziativa per fermare questa strage”.

Dopo la tragedia, interviene anche la presidente regionale, Catiuscia Marini: “Nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, piangiamo una giovane donna perugina uccisa dal marito. E come volete chiamarlo se non femminicidio? Questa è una vera emergenza sociale e culturale”.  Sono queste le riflessioni che la presidente della Regione Umbria, ha scritto in un post sul suo profilo Facebook dopo la notizia dell’omicidio avvenuto oggi a Perugia.
“Dobbiamo fermare – dice la presidente - questa strage delle donne uccise solo perché donne da uomini che dovrebbero garantirle relazioni civili, affettive ed umane. Nei prossimi giorni, d’intesa con altre istituzioni, assumerò una iniziativa pubblica per azioni concrete utili a tutelare le donne”.

“Oggi – scrive ancora la presidente Marini - il mio pensiero doloroso va a quel piccolo bambino di appena 6 anni che si trova la mamma uccisa da chi avrebbe avuto il dovere di proteggere il piccolo e la mamma. Sono addolorata come donna e come Presidente di una regione che non riesce a fermare questa odiosa strage di donne”.

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