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Giovedì, 18 Agosto 2022
Cronaca

Non paga le tasse e nasconde gli incassi in banca a San Marino, ma non ci sono prove dell'evasione fiscale: assolto

Agente di commercio non avrebbe dichiarato al Fisco le entrate di attività estere di natura finanziaria

Non paga le tasse e nasconde gli incassi a San Marino, stanato dalla finanza e condannato al pagamento di una multa, se la cava in Cassazione.

Un agente di commercio della provincia di Perugia è finito davanti alla Commissione provinciale tributaria in relazione a tre “contestazione di sanzioni, relativi ai periodi di imposta 2006, 2007 e 2009” secondo le quali avrebbe “omesso di dichiarare redditi di fonte estera imponibili in Italia”.

Secondo i verbali di accertamento avrebbe nascosto la “percezione di provvigioni nella misura del 24% sul fatturato derivante da intermediazione di vendita di prodotti di cancelleria, le quali sarebbero affluite su un conto corrente acceso presso la Repubblica di San Marino”.

La Commissione tributaria provinciale aveva rigettato il ricorso, confermando le sanzioni da pagare. La Commissione tributaria regionale dell’Umbria, invece, aveva accolto l’appello del contribuente, ritenendo che non vi fosse prova della “detenzione di attività estere di natura finanziaria, attraverso le quali potesse dedursi il conseguimento di redditi di fonte estera imponibili in Italia”. Non sarebbe stato provata la “disponibilità di un conto corrente acceso presso la Repubblica di San Marino” da parte dell’agente di commercio.

Lo Stato ha fatto ricorso contro tale decisione, ma la Cassazione ha confermato la decisione della Commissione tributaria regionale: non è stata provata la detenzione, da parte del contribuente, di ulteriori redditi oltre quelli dichiarati in Italia e le provvigioni ricevute dal contribuente per il mese di gennaio 2008 sono state fatturate.

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