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Venerdì, 19 Agosto 2022
Cronaca

Morte Samuele De Paoli, la Procura: "L'indagato si è difeso, ma aveva l'obbligo di chiamare i soccorsi"

Gli inquirenti ricostruiscono l'evento che ha portato alla morte del 22enne: la stimolazione vagale fu casuale

Per la Procura della Repubblica di Perugia “non può essere configurata l’originaria ipotizzata fattispecie di omicidio preterintenzionale”, ma quella meno grave dell’omissione di soccorso. Pur nella “consapevolezza della tragicità dell’evento e delle più volte espresse condizioni di grave sofferenza espressa dai congiunti della vittima”. Samuele De Paoli, spiega la Procura, sulla scorta degli accertamenti effettuati in sede di autopsia, è morto per “arresto cardiaco per stimolazione vagale”. Durante la colluttazione tra il 22enne e la trans Patrizia, quest’ultima ha esercitato una pressione con il pollice alla biforcazione paracarotidea che si trova sotto la mandibola.

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Pur essendo anche una manovra terapeutica, utilizzata per rallentare i battiti in caso di tachicardia, per esempio, sottolinea ancora la Procura, questa pressione può provocare la morte di chi la subisce, nel caso di colluttazioni o per contatti accidentali, nel caso in cui questa incida sulla funzione cerebrale che porta poi all’arresto cardiaco. Quello che i medici legali hanno evidenziato nel caso di De Paoli. “L’evento letale – sottolinea la Procura – sarebbe stato l’epilogo della colluttazione tra i due” nella quale anche l’indagato, sottolineano ancora gli inquirenti, ha riportato diverse lesioni.

In assenza di altri segni sul corpo della vittima e di fronte alla peculiarità della manovra che si è rivelata poi letale, manovra, sottolinea ancora la Procura, non conosciuta ad ambiti estranei al mondo medico, l’ufficio della Procura ha ritenuto che “il cittadino brasiliano abbia agito solo a fini difensivi e senza soprattutto poter prevedere  l’effetto letale del proprio comportamento”.

Per questo per i magistrati si è trattato di legittima difesa, anche se rimaneva l’obbligo per l’indagato di chiedere aiuto viste le condizioni di Samuele e visto che, dopo la stretta, il ragazzo non rappresentava più una minaccia. E questo indipendentemente se i soccorsi fossero stati utili o meno a salvargli la vita.

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