Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

L'Umbria perde uno dei padri nobili della politica regionale: addio a Francesco Mandarini, politico che coniugò giustizia sociale con progresso

L'Umbria perde uno dei suoi amministratori storici, punto di riferimento della sinistra di Goveno: addio a Francesco Mandarini, che ha ricoperto il ruolo di Presidente della Regione Umbria dal 1987 al 1992 quale esponente dell’allora Partito Comunista Italiano. L’Assemblea legislativa ha osservato un minuto di raccoglimento in suo ricordo. La notizia all'aula è stata data dal segretario regionale del Pd, Tommaso Bori: "La scomparsa di Francesco Mandarini ci addolora profondamente. E’ stato un uomo di grande spessore, umano e politico. Da segretario provinciale del PCI dal 1975 al 1979 e poi, negli anni della sua presidenza della Regione, l’Umbria, ha saputo leggere la realtà con gli occhi di chi credeva profondamente nella giustizia sociale ma anche nella modernità e nel progresso. Con lui se ne va un pezzo di storia della sinistra umbra che ci auguriamo possa continuare a vivere, nel suo nome, attraverso la difesa dei valori democrazia".

Condoglianze e attestati di stima anche dal fronte politico opposto a quello di Mandarini. Scrive la senatrice di Forza Italia, Fiammetta Modena: "Ho appreso la notizia della scomparsa di Francesco Mandarini: lo incontravo spesso per Via Bontempi e ci scambiavo due opinioni ricordando con piacere i tempi in cui la Politica aveva punti di riferimento chiari, opposti, avversari, ma netti. Mi addolora l'idea di non  poterLo incontrare più, della dissolvenza di un mondo che ha formato uomini di spessore e ha fatto la storia della nostra Regione.
Formulo le mie condoglianze alla famiglia". Mandarini è stato anche uno dei redattori della rivista umbra di sinistra Micropolis pubblicata assieme a il manifesto, nonché membro del C.d.A. della cooperativa che gestisce il manifesto stesso.

Il ricordo di Vincenzo Sgalla, segretario regionale Cgil Umbria: "Francesco Mandarini è stato l’emblema della classe operaia perugina. Per questo la sua scomparsa addolora profondamente tutto il mondo del lavoro umbro.   Per anni Francesco è stato il leader carismatico di migliaia di giovani lavoratrici e lavoratori: primo lavoratore eletto alla Perugina in un organo sindacale di base su scheda bianca. Primo operaio a ricoprire ruoli istituzionali di primissimo piano. Il Pci lo scelse a soli 25 anni, portandolo dalla fabbrica, la sua fabbrica, ai vertici delle nascenti istituzioni regionali. A 28 anni Francesco era assessore regionale al Bilancio, il più giovane d’Italia, con Pietro Conti presidente della Regione. Possiamo dire che Mandarini ha letteralmente portato gli operai al governo della nostra Regione, in una delle stagioni di maggiore sviluppo e crescita per l'Umbria. 

Serietà, rigore e grande voglia di studiare sono stati i suoi comportamenti distintivi. “Studiate, perché il sapere è la cosa più importante”, ci ripeteva in ogni occasione utile. Non gli piaceva molto parlare in pubblico e aveva una naturale repulsione per i ruffiani. Nei confronti di quelli più giovani era piuttosto indulgente rispetto al carattere deciso e duro mostrato negli anni di guida politica ed istituzionale. Certo, non sono mancate le critiche, anche nei confronti della sua Cgil, ma non ha mai smesso di sperare e sollecitare i più giovani alla reazione, per l'equità sociale e la dignità personale. Con la scomparsa di Checco se ne va un pezzo di storia della nostra città e della nostra regione. Checco, l’emblema di una generazione comunista capace di lottare e conquistare, pace, libertà, dignità e grande emancipazione anche economica.  

Il ricordo del vicepresidente della Regione Umbria - “Esprimo il più sentito cordoglio per la scomparsa di Francesco Mandarini - spiega il vicepresidente della Regione Umbria, Roberto Morroni - . Il suo peculiare cammino politico ed istituzionale lo ha reso uno dei protagonisti della scena regionale. Un uomo che ha saputo interpretare la politica e l’impegno al vertice dell’istituzione pubblica con autorevolezza, passione e una spiccata sensibilità verso le istanze di sviluppo sociale ed economico della comunità umbra”.

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