Cronaca

Il mondo della politica e della cultura in lutto, l'annuncio sui social: ciao Marcello, musicista, intellettuale e politico

"Fu assessore socialista al Comune di Perugia, quando cercò di tradurre in atti amministrativi gli intramontabili principii di un’ideologia che mirava alla creazione di una società liberata e fraterna"

Marcello Ramadori alla Galleria Artemisia (foto esclusiva Sandro Allegrini)

Il mondo della politica e della cultura di Perugia per la scomparsa di Marcello Ramadori, personaggio molto conosciuto e rispettato non sono nel capoluogo. L'annuncio della dipartita - come confermato dai suoi amici sui social - è stato dato dalla famiglia. 

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Di libri così se ne vede uno ogni dieci anni, presentazione del volume di Marcello Ramadori “Il sole, la luna e le altre cose”

IL RICORDO del nostro Sandro Allegrini - Ci ha lasciato Marcello Ramadori, figura versatile e stimata nel mondo artistico, politico e intellettuale. Una persona che si palesava immediatamente come dotata di intelligenza profonda e sensibilità inusuale. Bastava scambiarci qualche battuta per capire come ci si trovasse di fronte a una mente di levatura eccezionale. Marcello si poneva, infatti, con modestia e levità, oltre che con naturale affabilità. Ma se ne intuiva al volo lo spessore. Aveva la semplicità dei grandi. Che non è faciloneria, ma sintesi di saperi ed esperienze. Marcello aveva attraversato universi. Di alta levatura la sua esperienza politica nelle file di un socialismo umanitario. Aveva ricoperto la carica di assessore al Comune di Perugia, lasciando memoria di correttezza e competenza. Dalla politica aveva avuto meno di quanto le avesse dato. La sua coerenza si dimostrò specialmente quando, caduta in disgrazia la politica del garofano, volle dimostrare cosa significasse mantenere valori e dignità nella coerenza ideale.

Marcello è stato un grande intellettuale. Ha effettuato un rigoroso percorso esoterico, ispirato ai valori di approfondimento e presa di coscienza di sé e del mondo, aperto a una visione universale sulle sorti umane e sui fini imperscrutabili dell’esistenza. Consideravo le sue chiacchierate- affabulazioni come delle lezioni di cultura e di vita. Fra una risata e una riflessione. Divertendoci, perché questo significa volersi bene. Marcello Ramadori era un musicista di razza. Percussionista di talento, inventore di strumenti, fisarmonicista e cantante. Profondo conoscitore della tradizione popolare musicale, possedeva un repertorio vasto e unico. Indimenticabili le sue sonate in pubblico e in privato. Sodale di Mariella Chiarini e Giuseppe Fioroni, amava esibirsi con gli amici Norberto Paolucci e Salvatore Maffei. Ma anche in privato era generoso e propositivo. Lo ricordo a casa di Marco Brusco al sax, con Nino Marziano e la voce di Alessia Cigliano, suonare dei bongos appena arrivati. E poi i cucchiai, il tamburello e tanti altri spiritosi strumenti.

Marcello amava il suo paese d’origine: ne conservava la rocciosa ostinazione, ma anche la dolcezza, rustica e tenera, di “gente bastarda”, come scrisse una volta suo fratello Ferruccio, maestro di pittura e di poesia. Marcello era un poeta. Non uno che scrive e basta, ma una persona che filtra il mondo attraverso una visione originale e persuasa. Ha scritto due libri, che ho avuto la fortuna di presentare e curare. Il primo si chiama “L’anagrafe del nostro scontento”, titolo che riassume una dimensione universale dell’avventura esistenziale. Il secondo è intitolato “Il sole, la luna e le altre cose”: un capolavoro [LETTI PER VOI Di libri così se ne vede uno ogni dieci anni, presentazione del volume di Marcello Ramadori “Il sole, la luna e le altre cose” (perugiatoday.it)]. Ci teneva che gli fossi accanto in questa avventura editoriale perché – sia detto senza vanità – Marcello nutriva per me una stima e un affetto sicuri. 

E vorrei dire “meritati” per la misura dell’affetto e della stima che, a mia volta, gli riservavo. Ci sfottevamo, con amichevole rispetto. Una malattia lunga e dolorosa non gli ha impedito di guardare all’esistenza con positività. Parlava del suo male, ne declinava consapevolmente le fasi, ma non si è mai arreso. L’ho sentito alcuni giorni fa e, sebbene allettato, non rinunciava a far progetti di ripresa. Marcello è scomparso a un anno di distanza dell’amico Giuseppe Fioroni, con cui ha condiviso musica, affetti, amicizia, complicità. Si dice “Caso è il nome di Dio… quando non voleva firmare”. E non credo che questa coincidenza sia un caso. Quando abbiamo accompagnato Peppe all’ultimo viaggio, c’era, naturalmente, l’amico di sempre, “il grande amico”, come ebbe a chiamarlo Michele Fioroni. Gli amici che vorranno salutare il caro Marcello potranno farlo alla Casa Funeraria IFA di Via Donizetti 115, San Sisto, dalle ore 10:00 alle 17:00. 

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