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Fonti dei Tintori, il cantiere è ormai giunto alla fine: ecco gli ultimi ritocchi

A questo punto, dovrebbe essere tutto pronto per l’inaugurazione. Il cui differimento è probabilmente legato alla pandemia in corso

Fonti dei Tintori, montati gli elementi illuminanti e realizzata una trincea di protezione. Siamo alla fine. Gli arconi sono stati ripuliti, intonacati, tinteggiati e liberati. Restano solo dei materiali da smaltire, accumulati nel terzo elemento verso il basso. Montati i riflettori di ultima generazione, atti a fornire un luce particolarmente idonea ai monumenti d’epoca. Non proiettori frontali (ossia dal lato parco Onaosi), ma elementi contestuali allo stesso monumento, un po’ come è stato fatto all’Arco Etrusco. Con la differenza che l’illuminazione, in quel caso, parte da basso. Mentre qui i fasci di luce sono diretti dalla sommità del monumento verso il piano di calpestio. Ossia verso le scalette, i rientri e il corridoio protetto che consente di avvicinarsi alle Fonti, eliminando il rischio di essere investiti dalle vetture in ascesa.

La scarpata, fin dal mese di giugno, è stata liberata da vegetazione cresciuta nel corso dei lavori, protratti oltre il termine, causa pandemia (https://www.perugiatoday.it/attualita/tagliata-la- vegetazione-e-ripulita-la-zona-alle-spalle-delle-fonti-dei-tintori.html). Ora, da qualche giorno è stato all’opera un mezzo meccanico che ha operato dietro il muro di protezione. Come da noi riferito, il tetto – perfettamente impermeabilizzato e protetto da copertura nel rispetto di quella tradizionale – era già stato ulteriormente riparato da un muro con lo scopo di evitare che il terreno scivolato a valle possa invadere la copertura.

Ma, evidentemente, nemmeno questa garanzia è stata ritenuta sufficiente. Tanto che hanno realizzato, alle spalle del muro stesso, una trincea che divide generosamente la scarpata, piuttosto franosa, dal muro medesimo. Di più non è dato percepire, data la fangosità attuale. C’è però da dire che si tratta di una misura prudenziale efficace e ispirata a sana previdenza. È infatti noto che la zona a valle di San Francesco al Prato, imbevuta d’acqua, fornì grattacapi di stabilità fin dai tempi d
Braccio.

Il recente smottamento in via dell’Eremita, a poche decine di metri sopra, costituisce la prova provata della franosità. È d’altronde noto che le stesse fonti si nutrivano di acque meteoriche e sotterranee, con vene che ne garantivano l’alimentazione e il ricambio. Tuttora un tubo fa defluire l’acqua in uscita dal primo arcone. A questo punto, dovrebbe essere tutto pronto per l’inaugurazione. Il cui differimento è probabilmente legato alla pandemia in corso. Sarebbe bello se la cittadinanza, e quanti hanno contribuito al finanziamento tramite l’Art Bonus, potessero partecipare massicciamente, e gioiosamente, all’evento. Trionfo di storia e peruginità.
 

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