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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Fonti dei Tintori, il cantiere è ormai giunto alla fine: ecco gli ultimi ritocchi

A questo punto, dovrebbe essere tutto pronto per l’inaugurazione. Il cui differimento è probabilmente legato alla pandemia in corso

Fonti dei Tintori, montati gli elementi illuminanti e realizzata una trincea di protezione. Siamo alla fine. Gli arconi sono stati ripuliti, intonacati, tinteggiati e liberati. Restano solo dei materiali da smaltire, accumulati nel terzo elemento verso il basso. Montati i riflettori di ultima generazione, atti a fornire un luce particolarmente idonea ai monumenti d’epoca. Non proiettori frontali (ossia dal lato parco Onaosi), ma elementi contestuali allo stesso monumento, un po’ come è stato fatto all’Arco Etrusco. Con la differenza che l’illuminazione, in quel caso, parte da basso. Mentre qui i fasci di luce sono diretti dalla sommità del monumento verso il piano di calpestio. Ossia verso le scalette, i rientri e il corridoio protetto che consente di avvicinarsi alle Fonti, eliminando il rischio di essere investiti dalle vetture in ascesa.

Fonte dei Tintori, ultimi ritocchi (le foto)

La scarpata, fin dal mese di giugno, è stata liberata da vegetazione cresciuta nel corso dei lavori, protratti oltre il termine, causa pandemia (https://www.perugiatoday.it/attualita/tagliata-la- vegetazione-e-ripulita-la-zona-alle-spalle-delle-fonti-dei-tintori.html). Ora, da qualche giorno è stato all’opera un mezzo meccanico che ha operato dietro il muro di protezione. Come da noi riferito, il tetto – perfettamente impermeabilizzato e protetto da copertura nel rispetto di quella tradizionale – era già stato ulteriormente riparato da un muro con lo scopo di evitare che il terreno scivolato a valle possa invadere la copertura.

Ma, evidentemente, nemmeno questa garanzia è stata ritenuta sufficiente. Tanto che hanno realizzato, alle spalle del muro stesso, una trincea che divide generosamente la scarpata, piuttosto franosa, dal muro medesimo. Di più non è dato percepire, data la fangosità attuale. C’è però da dire che si tratta di una misura prudenziale efficace e ispirata a sana previdenza. È infatti noto che la zona a valle di San Francesco al Prato, imbevuta d’acqua, fornì grattacapi di stabilità fin dai tempi d
Braccio.

Il recente smottamento in via dell’Eremita, a poche decine di metri sopra, costituisce la prova provata della franosità. È d’altronde noto che le stesse fonti si nutrivano di acque meteoriche e sotterranee, con vene che ne garantivano l’alimentazione e il ricambio. Tuttora un tubo fa defluire l’acqua in uscita dal primo arcone. A questo punto, dovrebbe essere tutto pronto per l’inaugurazione. Il cui differimento è probabilmente legato alla pandemia in corso. Sarebbe bello se la cittadinanza, e quanti hanno contribuito al finanziamento tramite l’Art Bonus, potessero partecipare massicciamente, e gioiosamente, all’evento. Trionfo di storia e peruginità.
 

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