Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Perugia manda un messaggio alla Regione e al Governo: pronti ad ospitare un centro espulsioni clandestini da 150 posti

Passa in consiglio comunale l'ordine del giorno di Pici e Fratelli d'Italia. Parte la trattativa con il Governo: struttura presso una ex caserma

La maggioranza del consiglio comunale (centrodestra, civici) più Italia Viva, con il pieno accordo anche della Giunta, ha dato il via libera all'ordine del giorno del consigliere Massimo Pici del gruppo Perugia Civica e dal gruppo Fratelli d’Italia finalizzato alla richiesta in sede Governativa dell’istituzione di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) in Umbria. Obiettivo: una migliore gestione delle espulsioni di clandestini e soggetti stranieri considerati pericolosi socialmente che popolano Perugia ma anche il resto dei territori dell'Umbria.

Contrari alla proposta il centrosinista, mentre il Movimento 5 Stelle ha deciso di astenersi. Una presa d'atto non solo simbolica quella sul Centro espulsioni ma operativa dato che impegna ad aprire un colloquio - in prima linea l'assessore Merli e il sindaco Romizi - con la Regione e con gli organi ufficiali romani. Il comune di Perugia dunque è disponibile ad ospitare e contribuire al Cpr. Attualmente gli irregolari che delinquono in Umbria vengono portati nel Cpr di Trapani o in quelli più vicini, con costi enormi per il trasferimento e con poliziotti sottratti al pattugliamento nelle strade.

“La costituzione di un Cpr in ogni regione d’Italia porterebbe grandi benefici come lo svuotamento delle carceri, lo snellimento delle procedure nei processi penali e soprattutto maggiore sicurezza nelle strade dei vari territori - ha sottolineato Pici- Il Sindacato di Polizia SIULP da tempo si batte per l’istituzione di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio a Perugia da 150 posti, per fronteggiare al meglio il problema della sicurezza nel capoluogo". Si potrebbero utilizzare caserme non più attive per un totale di 130 posti. Esultato Lega, Fratelli d'Italia ma anche i moderati di Progetto Perugia. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Nannarone ha sottolineato che se, da un lato, il centro per il rimpatrio non risolve da solo il problema della sicurezza, dall’altro, è senz’altro, volto a migliorare la sicurezza dei cittadini.

Della stessa opinione anche Mattioni, per il quale i cittadini devono potersi sentire sicuri. Molte delle criticità evidenziate dai consiglieri di centro sinistra rispetto ai centri, secondo Mattioni, si creano proprio perché essi non sono in  numero adeguato. Per Valigi è, altresì, necessaria un’azione decisa per evitare situazioni come quelle che si sono verificate nei giorni scorsi in città.

Anche il capogruppo di Progetto Perugia Francesco Vignaroli ha annunciato il voto a favore dell’ordine del giorno. “Se non vi è dubbio che non si possano lasciare morire delle persone in mare, -ha detto- ciò non toglie significato al fatto che quando uno stato non controlla i propri confini smette di essere uno stato. Qui stiamo ragionando di immigrati clandestini che commettono reati non di accoglienza. Al contrario, il permanere di certe persone sul nostro territorio mette in difficoltà anche quegli immigrati che vengono per lavorare”.

Contrari all’ordine del giorno si sono detti i consiglieri di centro sinistra, a partire da Lucia Maddoli (IPP), che ha sottolineato che il Centro per il Rimpatrio non può essere la soluzione all’immigrazione clandestina.  Anche il consigliere Giubilei e il consigliere Paciotti hanno ribadito la loro contrarietà all’atto e al fatto che il Centro per il Rimpatrio possa essere considerata una soluzione valida. Al contrario, si tratta di una inaccettabile forma di discriminazione, che denota, peraltro, una mancata analisi del complesso fenomeno dell’immigrazione. Strategia fallimentare per la capogruppo Pd Bistocchi e il suo collega di partito Zuccherini.

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