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Perugia, 52enne pesta moglie e figlia piccola: "Sono il capofamiglia, posso farlo"

La Volante lo ha subito denunciato per maltrattamenti in famiglia. Inoltre, a tutela dell’incolumità degli altri componenti del nucleo familiare, ha imposto all'uomo di cercarsi subito un’altra sistemazione

Nella serata del 24 settembre si è presentata in Via D’Andreotto, nella sede della Polizia Stradale di Perugia, una ragazza marocchina, ancora minorenne, che chiedeva aiuto agli agenti perché il padre l’aveva picchiata. Immediatamente, gli agenti hanno allertato i loro colleghi della Squadra Volante, i quali, giunti sul posto, hanno chiesto alla ragazza di spiegare cosa fosse accaduto.

Lei è apparsa molto agitata e ha subito spiegato di vivere con la propria famiglia non lontano da Via D’Andreotto e di essere arrivata lì a piedi. Tutto questo perché, poco prima, c’era stata una accesa lite in casa, al culmine della quale il padre aveva picchiato la moglie e la figlia. Così la ragazza era scappata di casa in cerca di aiuto.

Una volta trovata la casa, la Volante ha trovato conferma della versione della ragazza. Infatti, ad attendere i poliziotti in strada c’era la madre, che era a sua volta uscita di casa per scampare alle ire del marito.

Quest’ultimo, invece, è stato in casa, completamente ubriaco. E gli agenti hanno ricostruito tutto. Il 52enne, dopo una bella sbronza, è rientrato in casa all’ora di cena e ha attaccato briga per futili motivi con la moglie. Dagli insulti è passato velocemente alle minacce e alle botte, e, oltre alla donna, ha picchiato anche la figlia minore, colpevole di aver tentato di difendere la madre.

E alla Polizia si è giustificato così: in quanto capofamiglia, gli è consentito l’uso della forza nei confronti delle donne di casa. Queste ultime, fortunatamente, se la sono cavata con pochi giorni di prognosi, ma la donna, anche a tutela della propria figlia, ha denunciato il marito. In particolare, ha riferito agli agenti che non si era trattato di un episodio isolato e che negli ultimi tempi l’uomo è diventato violento, tanto da alzare le mani sempre più spesso sulla donna e sulla figlia. La Volante lo ha subito denunciato per maltrattamenti in famiglia. Inoltre, a tutela dell’incolumità degli altri componenti del nucleo familiare, ha imposto al marocchino di cercarsi subito un’altra sistemazione. L’uomo si è trasferito presso un parente in provincia di Perugia.

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