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Perugia e Corciano in lutto: addio alla pittrice che stregò il grande Renato Guttuso

Il mondo dell'arte piange per la scomparsa della pittrice perugina Antonella Cerutti che da oltre 25 anni aveva deciso di vivere a Magione. Donna di grande cultura, Antonella Cerutti, classe 1926, ha rappresentato nelle sue opere il mondo del lavoro con le sue contraddizioni e  sofferenze. Tra i temi prediletti anche quello della musica con raffigurazioni di cantanti pop e orchestre, e – negli ultimi anni – la natura e gli animali con una denuncia ai danni che l’uomo provoca sull’ambiente. Su questo tema di particolare significato il quadro raffigurante il disastro ecologico avvenuto nel Golfo del Messico oggi esposto nell’atrio del comune di Corciano.

La sua pittura è stata molto apprezzata fin dagli esordi da grandi artisti. Renato Guttuso, che presentò insieme a Romeo Mancini la sua prima esposizione, a proposito delle sue opere dedicate al mondo del lavoro, disse: “ecco una voce che rifugge dagli alibi facili e guarda alla verità con occhio fresco e limpido” elogiandone “la sicurezza nel colorire e la delicatezza nel colore, il senso del ritmo, il sentimento generale delle immagini”.

La partecipazione a mostre e premi in Italia e all’estero, e la presenza di sue opere presso molti collezionisti privati stranieri, danno conto dell’apprezzamento della sua arte al di fuori dei confini nazionali. Nella sua casa di Villa ha lavorato fino agli ultimi giorni testimoniando l’assoluta dedizione della sua vita alla pittura.   

«La città di Magione – afferma Giacomo Chiodini, sindaco di Magione – si unisce al cordoglio di amici e parenti per la scomparsa di Antonella Cerutti, una delle figure più interessanti del mondo artistico contemporaneo. Persona di grande gentilezza ed accoglienza mi aveva più volte permesso di visitare il suo studio e la sua abitazione di Villa. In paese lascia numerose amicizie coltivate in maniera intima e riservata, come era sua maniera, ma spesso costituite da legami forti e costanti nel tempo».

«È stata – ricorda il cugino Riccardo Rossetti – una figura di donna anticonvenzionale. Generosa, di grande profondità artistica e con una solida cultura che spaziava dalla musica, alla filosofia, alla cinematografia. I suoi quadri raccontano di queste sue passioni come, ad esempio, gli splendidi ritratti di Edith Piaf e James Dean».

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