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Salvo per miracolo dopo essere stato colpito da un cacciavite: presi gli aggressori

Non è stato facile per i Carabinieri risalire ai due aggressori che a fine novembre del 2016 hanno, in concorso tra loro, spedito all'ospedale un 32enne

Ci sono voluti otto mesi per incastrare due sudamericani - un ecuadoriano di 28 anni e un 30 colombiano - che sono accusati di aver aggredito e pugnalato con un cacciavite un 32enne colombiano che è stato "salvato" all'alba da alcuni passanti a cui aveva chiesto aiuto in un lago di sangue. Il fatto è avvenuto il 28 novembre del 2006 a pochi metri da sottopassaggio di via Sicilia. Il ferito ha rischiato tanto: il cacciavite è stato conficcato sotto l'ascella e solo per pochi centimetri non ha "toccato" il cuore. Per lui una degenza importante all'ospedale e poi una prognosi di 30 giorni per la guarigione.

Il motivo della rissa? Futili motivi. Ovvero: i tre avevano passato la serata insieme anche se non si conoscevano benissimo. Tanto alcol e coca. Poi quando la testa per annebbiate il 28enne ha accusato (ingiustamente) il 32enne colombiano di avergli rubato il telefono (che invece era stato dimenticato a casa). A quel punto è stato sferrato il fendente. Ci sono voluti otto mesi, le immagini della video-sorveglianza e un lavoro di pedinamento per arrivare ai due aggressori per via del fatto che la vittima li conosceva solo per soprannome ed entrambi avevano un domicilio dove però non erano soliti risiedere a Perugia. I due finiti in manette hanno precedenti per furto, aggressioni e spaccio ma pur essendo regolari non hanno mai avuto un lavoro regolare. 

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