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Cronaca

Perugia, false assunzioni per truffare l'Inps: in tre finiscono davanti al giudice

I tre avrebbero dichiarato l'attività lavorativa di due stranieri al fine di ottenere i contributi finalizzati al diritto di assistenza previdenziale e pensione

False posizioni lavorative, grazie a documenti taroccati hanno portato in tribunale tre imputati, difesi dagli avvocati Gianfranco Giubilei, Teresa Giurgola e Cinzia Leoni, accusati di falsità ideologica commessa dal privato al fine di truffare l’Inps e lo Stato.

I tre, in qualità di presidente di un’associazione di coltivatori, uno di socio e l’altro di consulente del lavoro, avrebbero “riattivato fittiziamente la sede” dell’associazione a Perugia per il “disbrigo di pratiche di attività sindacali”, ma senza la prevista affiliazione agli organismi nazionali.

La Procura di Perugia contesta al terzetto di “avere, successivamente, costituito presso il Centro per l’impiego e l’Inps di Perugia, le fittizie posizioni previdenziali” a favore di due sudamericani per quattro mesi, per un “importo complessivo di 2.962 euro”.

Le posizioni lavorative sarebbero state trasmesse alla banca dati Anpal, in relazione alle assunzioni obbligatorie, grazie al consulente del lavoro, creando “falsi prospetti paga attestanti i periodi lavorativi” dei due stranieri. Grazie alla trasmissione telematica delle denunce contributive mensili, inoltre, avrebbero indotto l’Inps in errore nella formazione di “false posizioni previdenziali utili ad accreditare in favore” dei due finti lavoratori, i “contributi finalizzati al diritto di assistenza previdenziale e pensione”.

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