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Sempre più senzatetto a Perugia, in tanti finiti in strada per la crisi: serve un centro accoglienza fisso

In comune si discute sulla nascita di un tavolo comune tra associazioni di volontariato, amministrazione comunale e coop sociali per un piano comune per accoglienza e integrazione

Una struttura pubblica fissa per accogliere e dare cure ai senza tetto; un fenomeno che sta crescendo sempre di più anche a Perugia a causa della crisi da Covid i cui effetti negativi andranno avanti per anni sulla vita delle persone più fragili. E' quello che sta emergendo in sede di commissione a Palazzo dei Priori dopo l'ordine del giorno di Sarah Bistocchi (Pd) che vuole fare chiarezza sia sul fenomeno che sulla gestione comunale. "La pandemia – ha spiegato Bistocchi - sta aggravando la crisi economica e sociale già pre-esistente al Covid-19, e sta determinando, anche in Umbria e Perugia, un forte aumento delle povertà tra quelle categorie più vulnerabili, quali lavoratori precari, lavoratori in nero, persone sole, rifugiati, colf e badanti, famiglie monoreddito". Le scarse risorse e l'aumento delle richieste obbliga ad andare incontro ad un'azione congiunta tra comune, terzo settore e volontariato, per mettere in piedi un piano di intervento che preveda un'accoglienza certa e azioni mirati di integrazione lavorando su una soluzione strutturata di lungo periodo (sedi fisse, coordinamento, fondi, salute e reinserimento lavorativo). Ma può il comune incollarsi un tale compito che è di competenza nazionale? L’assessore Cicchi, nel suo intervento, è stata chiara: "Con le risorse a disposizione stiamo cercando di mettere a sistema ciò che abbiamo, ritengo però che non si poss chiedere al Comune di farsi carico delle deficienze della politica nazionale.” 

Il comune attualmente sta ospitando al Cva dei Rimbocchi  sono ospitati dai 15 ai 18 senza fissa dimora, che lì ricevono le cure e il sostegno necessari, attraverso il gestore Borgorete. “Per arrivare a definire il percorso – ha spiegato l'assessore Cicchi - abbiamo attivato un tavolo istituzionale con la Asl, la Prefettura, la Questura, la Protezione Civile Regionale, con cui è stato definito un percorso chiaro a tutela degli ospiti, ma anche degli operatori che si prendono cura di loro. A tutti sono stati fatti i tamponi e possono essere ospitati, evidentemente, solo coloro che siano risultati negativi, mentre, qualora si dovesse rilevare un positivo esso andrebbe spostato in uno dei Covid hotel, in base al protocollo sanitario".  Alle azioni messe in campo contro i casi di povertà estrema, vi sono poi altri servizi di varia natura attivati dal Comune con iniziative
differenti come i vari bonus, per cui sono stati distribuiti circa 2,5 milioni di euro, con l’obiettivo di un aiuto più strutturale possibile.  

Un resoconto dell’attività in favorte dei senza tetto e dei nuovi poveri di Caritas è stato, quindi, fatto da Don Marco Briziarelli nel suo intervento. “Caritas, dal canto suo, - ha spiegato - accoglie fino a un massimo di 12 persone presso il dormitorio di Sant’Anna, struttura aperta tutto l’anno, in cui la normale ospitalità di una settimana può prolungarsi in presenza di una progettualità particolari". L’accoglienza della Caritas è rivolta anche  15 famiglie e altre 10 famiglie con rehousing sociale, mentre alla casa San Vincenzo trovano accoglienza attualmente 5 madri con bambini appena nati o piccoli. Tra le attività elencate dal Direttore della Caritas anche il servizio di distribuzione pasti e il sostegno alle famiglie anche attraverso gli empori solidali, che aiutano complessivamente 1800 famiglie, di cui 1500 con accesso diretto, e il pagamento di bollette e affitti per circa 200mila euro, sostenuto con i fondi dell’8x1000 alla Chiesa Cattolica.

A Luciano Morini, in rappresentanza della Comunità di Sant’Egidio, può contare su 40 volontari attivi presso la sede di piazza partigiani. Anche loro si stanno occupando dell'accoglienza di 10 persone senza alloggio ospitate in un albergo messo a disposizione dalla proprietà in via temporanea. Morini ha confermato la necessità di un tavolo in cui interloquire per la risoluzione di casistiche che richiedono una progettualità sociale più strutturata.

Sulla questione dell’immobile in cui ospitare i senza fissa dimora, che è fondamentale sotto diversi aspetti, sia per le sue caratteristiche strutturali che per la sua ubicazione all’interno della città si è soffermata, tra le altre cose, Catina Bufo, in rappresentanza di Borgorete, sottolineando il tema anche alla luce del prossimo bando comunale per il sistema di accoglienza. Favorevoli ad un tavolo di lavoro a cui partecipino i diversis soggetti si sono dette, infine, concordi anche Laura Panella in rappresentanza di Cidis Onlus,  che Barbara Pilati di Arci.

L'ala cattolica della maggioranza di centrodestra, Progeto per Perugia, si è detta favorevole a politiche integrate sulle povertà. “Come Progetto Perugia –ha concluso Volpi - stiamo lavorando alla proposta di un regolamento per la consulta di tutte le associazioni del terzo settore, proprio perché, come evidenziato dagli ospiti, riteniamo importante fare rete, istituendo un tavolo istituzionale in cui tutte le associazioni possano sedere e interfacciarsi con l’amministrazione.” Il percorso è avviato per trovare risorserse e risposte concrete per coloro che sono finite in mezzo alla strada.

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