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E' emergenza psichiatrica a Perugia: triplicati i Tso, pochi posti al repartino e al Pronto Soccorso si rischia grosso

C'è un'emergenza psichiatrica a Perugia? Sembrerebbe proprio di si stando ai numeri forniti dalla Polizia Municipale, per bocca del suo comandante Nicoletta Caponi, in commissione dove si è parlato di nuovo procedure a riguardo del Tso, ordine del giorno presentato dal congruppo Gal Carmine Camicia.  La comandante dei vigili urbani Caponi ha riferito che l’esecuzione dei tso è una delle competenze assegnate dalla legge alla polizia municipale e viene svolta a tutela, in primis, del paziente.

Negli ultimi anni, effettivamente, c’è stato a Perugia un picco di casi visto che tra il 2016 (99 episodi) e gli anni precedenti si è registrato un raddoppio, mentre nel 2017 si è passati a 141 casi. La polizia municipale, anche al Prefetto, ha evidenziato l’esistenza di alcune criticità, tra cui: problemi di carattere organizzativo e logistico  tra gli agenti ed il servizio sanitario regionale, in particolare nella gestione del paziente al pronto soccorso. Qui, infatti, il soggetto sottoposto a tso deve attendere il completamento della procedura di triage in una stanza condivisa con altri pazienti “ordinari” in attesa di essere trasferito al repartino. Ciò determina problemi di sicurezza. Questa situazione assume contorni particolarmente gravi, ovviamente, nei casi in cui i tso riguardino soggetti pericolosi.

Altro problema grave è quello della carenza dei posti al Servizio Psichiatrico (Spdc): 16 posti a fronte di oltre 140 Tso all'anno nella sola Perugia.  La Commissione ha dato il via libera alle proposte di Camicia per arginare i problemi legati all'emergenza Tso: creare un pronto soccorso psichiatrico presso l’ospedale di Perugia, iniziare una serie di audizioni al fine di attivare un tavolo istituzionale a cui prendano parte la delegazione Rsu (Cgil, Uil e Cisl), il comandante della polizia municipale, Nicoletta Caponi, il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, gli assessori della Regione Umbria alla sanità, alle politiche alla sicurezza urbana e alla polizia locale, rispettivamente Luca Barberini, Fabio Paparelli e Antonio Bartolini, il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Perugia, Emilio Duca, e il direttore dell’Asl 1, Andrea Casciari.

L’aumento dei casi di Tso ci deve far riflettere – ha aggiunto Camicia –, si tratta di una vera e propria emergenza sociale e le istituzioni devono essere più sensibili sull’argomento. È stato appreso, inoltre, come questi pazienti vengano seguiti parzialmente dai centri di salute mentali (csm) nonostante sia di loro competenza. Spesso, infine, le patologie gravi, come l’anoressia, a seguito di tso vengono curate nel reparto spdc e non in altri reparti. Ecco la necessità di creare un pronto soccorso psichiatrico in grado di trasferire i pazienti con patologie diverse nei reparti adeguati alle cure del caso”.


 


 


 

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