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Cronaca

Documenti fasulli per ottenere il permesso di soggiorno e l'indennità di maternità: in quattro davanti al giudice

La Procura di Perugia contesta agli imputati la truffa in concorso e la falsità ideologica nella sottoscrizione di contratti di lavoro inesistenti affitti inventati

Quattro persone sono finite sotto processo accusate truffa e di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

I quattro imputati, difesi dagli avvocati Giuseppe De Lio, Silvia Paoloni, Andrea Castori e Francesco Paolieri, avrebbero attestato “una flasa cessione di fabbricato” e prodotto una “falsa documentazione” per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno di diversi stranieri, inducendo in errore il personale della Questura di Perugia. Grazie ai documenti fasulli, infatti, gli straniere avrebbero così ottenuto il rinnovo del permesso, “ideologicamente falso, in quanto basato su presupposti inesistenti”.

Altri documenti falsi, in questo caso contratti di assunzione, sarebbero stati utilizzati sempre per ottenere il rilascio di permessi di soggiorno.

La truffa, secondo la Procura di Perugia, sarebbe stata commessa a danno dell’Inps attraverso la sottoscrizione di falsi contratti di lavoro domestico, “senza prestare alcuna attività lavorativa”, al fine di “beneficiare dell’interdizione dal lavoro per gravidanza a rischio e dell’indennità di maternità anticipata”. Tentativo di truffa sventato dai controlli del personale dell’ente previdenziale.

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