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Perugia difende la partigiana Rossella (al secolo Mirella Alloisio). Quell’intervista della Annunziata è stata irrispettosa

Alloisio all'Inviato Cittadino: "Ricevo telefonate di sdegno da parte di alcune persone, scandalizzate per l’indelicatezza e la mancanza di rispetto dimostrate dall’Annunziata con una domanda di quel tenore”

Perugia difende la partigiana Rossella (al secolo Mirella Alloisio). Quell’intervista della Annunziata è stata irrispettosa. I fatti. Nella ricorrenza del 25 aprile, Lucia Annunziata parla della Resistenza col collega Gad Lerner, autore di un libro e di un documentario in tema [ne trattai l’anno scorso 25 Aprile | “Lerner è venuto a casa mia a Perugia, con la troupe: ho raccontato la nostra Resistenza" (perugiatoday.it) e poi, a proposito del libro “Noi Partigiani- Memoriale della Resistenza italiana”, a cura di Lerner e Gnocchi, con la prefazione di Carla Nespolo, presidente nazionale ANPI in La partigiana ligure- perugina Rossella racconta in tv la “sua” Resistenza a Gad Lerner (perugiatoday.it)].

La battuta della senatrice Menapace. Nel corso della trasmissione “Mezz’ora in più”, su Rai3, viene proposta, con un filo di malizia (?), l’intervista alla senatrice Lidia Menapace che cita una battuta secondo la quale, ad alcune donne della Resistenza, venne attribuita la qualifica di “puttane dei partigiani”. Ma la cosa è ricordata da Menapace in modo autoironico. Di questo sono personalmente certo e lo dico per averla conosciuta [Perugia piange la scomparsa della senatrice Lidia Menapace (perugiatoday.it)].

La domanda maliziosa dell’Annunziata. La giornalista gira la questione all’Alloisio (ammorbidendo il termine “puttane” in “prostitute”), sostenendo che certe cose è giunto il momento di dirle. Mirella rivendica la dignità delle donne della Resistenza, ma viene presa alla sprovvista e non ha il tempo necessario per replicare a dovere, dimostrando il ridicolo della battuta falsa, maliziosamente ambigua e inelegante.

Cosa accade subito dopo la trasmissione? “Lerner – mi racconta Mirella – mi telefona per congratularsi, con la consueta gentilezza e signorilità. Non fa parola dell’incidente, ma mi sente abbastanza inquieta e… minimizza”.

Circostanza non sfuggita nemmeno ai tecnici. “I due tecnici mandati a casa mia per le riprese si dicono imbarazzati per quella caduta di stile e manifestano solidarietà. Non saranno i soli”.

I perugini (uomini e donne) si risentono. “Poco dopo – aggiunge Mirella Alloisio – ricevo telefonate di sdegno da parte di alcune persone, scandalizzate per l’indelicatezza e la mancanza di rispetto dimostrate dall’Annunziata con una domanda di quel tenore”.

Quella frase da dove esce? “Sono sicura e ricordo perfettamente – ma non ho avuto il tempo di dirlo – che quella battuta è stata pronunciata da un comandante di fede monarchica, di mentalità borghese e maschilista, che fu per questo severamente redarguito”.

Se non sbaglio, Mirella, hai peraltro raccontato le donne partigiane nel tuo bel libro “Volontarie della libertà. 8 settembre 1943-25 aprile 1945”, scritto a quattro mani con Giuliana Beltrami (1981, oltre 300 pagine), vero? "Ricordi bene. È vero che qualcuno, al primo contatto, ci chiedeva ‘Cosa sei venuta a fare?’. Ma godevamo di grande rispetto. È anche vero che quelle giovani donne, spesso contadine della montagna ligure, venivano formate in appositi corsi e ne erano entusiaste, perché per loro costituiva una forma di concreta emancipazione. Insomma: nessuna mancanza di rispetto da parte degli uomini, te lo assicuro”.

Dove ha sbagliato l’Annunziata? “Prima di tutto, la questione andava messa sul piano politico, non su quello scandalistico e provocatorio. Non era questa l’occasione: ossia una data storica significativa come il 25 aprile. E poi non mi ha dato modo e tempo di replicare. In fondo, sono stati loro a cercarmi. Dovevano essere più rispettosi”.

Avevate concordato le domande? “Per la verità, non ero stata chiamata personalmente dall’Annunziata, ma dalla sua segretaria factotum, gentile e disponibile. L’idea era quella di parlare della condizione della donna: ieri e oggi. Cogliendo l’occasione del 25 aprile. Questo era il mio intento”.

Di cosa avresti voluto parlare nello specifico? “Anche come presidente onoraria della sezione perugina dell’UDI, mi sarebbe piaciuto attualizzare, ossia portare il discorso sulla condizione femminile oggi, anche alla luce della pandemia le cui conseguenze vengono pagate soprattutto dalle donne, in termini di impegno, responsabilità, caricodi lavoro”.

Il regalo dell’Alloisio all’Inviato Cittadino. L’Alloisio apprezza la mia sensibilità. Mi si gonfia il petto quando Mirella mi dice di essere orgogliosa per avermi avuto come allievo, ai tempi delle medie. Ne ricordo episodi di grande sensibilità di educatrice, di donna, di insegnante. Insegnamenti che mi hanno (in)segnato per la vita.

Ciò che spiace ai perugini. Opinione condivisa ed espressa da tanti è quella che vede il comportamento di Lucia Annunziata come irrispettoso e liquidatorio. Tutto il contrario di come si dovrebbe trattare una Croce di Guerra al valore militare. Un eroe della Resistenza. La (ex) ragazza capace di imbracciare il mitra per difendere la libertà. La sua, la nostra.

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