Cronaca

Il caso | Quei lavori infiniti al Cva di San Martino. Studenti, sportivi e cittadini senza il loro spazio da 12 mesi

Dopo una partecipata assemblea ora scatta l'interrogazione al sindaco Romizi

Da quasi un anno il Cva di San Martino in Campo è inutilizzabile a causa di lavori iniziati a novembre e che dovevano andare avanti per 4 mesi. Ma il cronoprogramma non è stato rispettato e la struttura non è stata ancora riconsegnata. Il mancato rispetto dei tempi è stato oggetto di una partecipata assemblea cittadina dato che nel Cva gira intorno gran parte della vita sociale, sportiva ed educativa della frazione che conta oltre 2mila abitanti.

Infatti la struttura ospita le attività socioculturale ma anche, nella sala polivalente, le attività sportive e sociali più disparate: i corsi di ju-jitsu (150 iscritti), di pallavolo femminile, di danza, di ginnastica dolce per signore, oltre a costituire per i non più giovani naturale e prezioso punto di ritrovo e svago. Ma il CVA è anche la palestra per gli alunni dell’Istituto Comprensivo n.9, la cui attività risulta interrotta come tutte le altre. La chiusura prolungata del CVA di San Martino in Campo non colpisce e danneggia solo i suoi abitanti, ma anche gli abitanti delle frazioni limitrofe: San Martino in Colle, Santa Maria Rossa, Sant’Andrea D’Agliano, Sant’Enea, Madonna del Piano.

Da qui l'interrogazione urgente dell'opposizione (Pd e civici) che chiedono al sindaco di spiegare i motivi dei ritardi e spronare la chiusura del cantiere: "A riconsegnare al più presto al centro socioculturale “Il Gabbiano” e all’intera comunità di San Martino in Campo il CVA, importante presidio per il suddetto territorio e per quelli limitrofi".

Inoltre l'opposizione ha chiesto all'amministrazione comunale di supportare i volontari che gestiscono il Cva nella manutenzione delle aree verdi: "Il centro socioculturale che gestisce l’immobile e l’area verde si è preso cura della zona ben oltre le sue possibilità, garantendo la manutenzione del verde pubblico circostante e il relativo decoro urbano. Non si può tuttavia affidare una mole di lavoro così ingente e corposa esclusivamente all’associazionismo e al volontariato: si rende necessario un intervento comunale frequente e duraturo nel tempo".

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