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Cronaca

Il Comitato pro-Nodo continua a crescere. "Stiamo dando voce alla popolazione esasperata". L'appello all'unità e le modifiche richieste

"L' opera ridurrà del 25 per cento il traffico automobilistico e del 50 per cento quello pesante nel tratto tra Collestrada e Ponte S. Giovanni". Il Comitato dopo gli incontri con le associazioni e pronto a fare pressioni sulle istituzioni

Cresce e fa conoscere le proprie ragioni a favore del nodino di Perugia - per alleggerire il drammatico flusso di traffico in direzione Perugia sulla E45 e sul Raccordo - il Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni?” che ha iniziato il proprio tour di "informazione-adesione" tra associazioni e categorie. Il portavoce del Comitato, Fausto Cocciari, ha ribadito che il comitato nasce per dare voce ai cittadini esasperati per i continui blocchi stradali che poi riversano le auto all'interno del quartiere perugino e nelle altre aree attigue del perugino, rendendo il tutto invivibile. 

"L'attuale situazione non è più sostenibile. Ne è uscita la constatazione - hanno spiegato i vertici del Comitato - che esiste un solo progetto concretamente realizzabile, che nel linguaggio giornalistico viene definito 'Nodino' una bretella che allontanerà verso Sud una rilevante quota di traffico automobilistico e pesante, passando in galleria sotto la collina di Collestrada senza recare danno né paesaggistico né ambientale per uscire subito dopo la zona industriale di Ferriera, attraversare il Tevere con un ponte nei pressi dell'attuale stazione di decompressione del metanodotto, in zona Balanzano, e proseguire fino a Madonna del Piano, dove si ricongiungerà col tracciato esistente della E 45".

Secondo le rilevazioni condotte dall'Anas, l' opera ridurrà del 25 per cento il traffico automobilistico e del 50 per cento quello pesante nel tratto tra Collestrada e Ponte S. Giovanni. "A fronte di questa possibilità - ha continuato Cocciari - non esistono alternative percorribili, tanto che l'opera è già stata finanziata e attualmente in fase di progetto definitivo, essendo stata definita dall'ANAS, opera di interesse nazionale. Tutte le altre proposte formulate al momento, incentrate su mobilità ferroviaria e autolimitazione dei mezzi privati ad opera dei cittadini si scontrano con la mancanza di progetti concreti che rimandano a tempi lontani e indefinibili, non conciliabili con l'urgenza assoluta di liberare Ponte San Giovanni dall'assedio di veicoli, dall'eccesso di gas inquinanti e dalla difficoltà di condurre una normale esistenza nelle attuali condizioni". 

Nell'incontro con le associazioni il comitato ha ribadito, dopo lo studio delle carte, le ricadute negative sulla saute determinate dall'attuale situazione del super-traffico a causa delle infrastrutture non adeguate.  "Componenti dannose alla salute, perché cancerogene e variamente lesive delle nostre funzioni vitali. Non a caso ogni anno vengono emessi di divieti di circolazione nel paese, imposte dalle leggi nazionali quando vengono superati determinati limiti. Cosa che avviene frequentemente da alcuni anni": ha spiegato altro portavoce del Comitato, Luigi Ercolani.

Tutto il Comitato ha ripetutamente esortato le Associazioni presenti ad aderire alla propria pressione sulle autorità competenti, perché "solo la compattezza e la determinazione dei cittadini possono aiutare a rimuovere le ultime difficoltà burocratiche che ancora sono di ostacolo alla realizzazione dell'opera". Dai cittadini è emersa la volontà della nuova infrastruttura ma a patto che il Nodino: deve essere solo il primo stralcio in vista del compimento dell'intera opera, il Nodo di Perugia, che darà respiro a tutto il circondario di Perugia; barriere antirumore in favore dei residenti nelle zone prospicienti la sede stradale che ad oggi l'Anas ha sempre ignorato;  possibili adeguamenti e aggiustamenti del percorso soprattutto nell'area di Balanzano al fine di minimizzare per quanto possibile i disagi e i danni eventuali che si dovessero riscontrare.

Tutte le richieste di correzioni che il Comitato ha affermato che si farà carico di rappresentare queste esigenze negli incontri istituzionali che ha già in programma e nella fase di partecipazione che è prevista prima che gli Enti locali diano il loro assenso definitivo alla realizzazione.

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