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PERUGINERIE | Santa Maria Nuova, l’altare dove pregavano gli stranieri che frequentavano l'Università

Il nostro Inviato Cittadino alla caccia dei luoghi e ricordi della nostra Perugia

PERUGINERIE. Quando a Santa Maria Nuova, in quell’altare loro dedicato, pregavano gli stranieri che frequentavano lo Studium perusinum. Si chiama03 San Luigi (Ludovico) di Francia, coi gigli degli Angiò-2 “Altare germanicae et gallicae nationis”. Vi si raccoglievano in preghiera specialmente gli studenti francesi e tedeschi che venivano a formarsi in medicina e giurisprudenza presso il nostro antico Ateneo. Un esempio mirabile di cosmopolitismo della Vetusta. Quando si pensò di offrire, nella chiesa parrocchiale della Pesa, un altare dedicato agli stranieri, ci pensò la Compagnia degli Oltremontani che si curò di edificare un’ara specialissima, posta all’inizio della crociera di destra.

04 Sant?Enrico di Germania-2Le due nicchie laterali portano sculture effigianti rispettivamente San Luigi di Francia (Lodovico di Tolosa, casa degli Angiò, grande protettore della nostra città ) e Sant’Enrico di Germania. La pala dell’altare raffigura Santa Elena che adora la Croce ed è opera di Bernardino Gagliardi, pittore del Settecento. L’altare è bellissimo e suggestivo. Non è stato ancora adeguatamente studiato e meriterebbe approfondimenti di carattere storico-artistico. Ne segnaliamo la pista agli studiosi.

Davanti all’altare una pietra in marmo rosso recita “Societas Germanorum et Gallorum, 1614” (foto 2). Nell’ossario sottostante venivano conferiti i resti umani degli studenti stranieri deceduti fra i travertini della Vetusta. Se è consentito un ricordo personale, fin da ragazzo restavo estasiato davanti a queste statue. Come mi incantavo davanti a quella del Cavaliere lavoratore, posto poco più giù, all’altare degli artigiani.

Quest’ultima opera è ora esposta al Museo diocesano. Scelta effettuata in nome di un orientamento che tende a mettere in mostra, decontestualizzandole, le opere d’arte, separate dal luogo per il quale sono state concepite e realizzate. Sarebbe come chiudere in museo la Fontana Maggiore. Un assurdo. La gallery è utile a raccontare l’incanto di questo straordinario altare cosmopolita.

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