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Centro storico, sfregiato il Passetto del Monmaggiore: furgone sbriciola il pezzo di storia

Hanno sfregiato il Passetto del Monmaggiore. Come? Un mezzo molto alto ha imboccato tra via delle Volte e via Fratti, l’ha presa stretta e ha portato via un angolo dell’antico manufatto

Hanno sfregiato il Passetto del Monmaggiore. Come? Un mezzo molto alto ha imboccato tra via delle Volte e via Fratti, l’ha presa stretta e ha portato via un angolo dell’antico manufatto. Restano a terra gli sbriciolamenti del materiale fittile distrutto. Ma sull’increscioso episodio tutto tace.

Per la verità, qualcosa di analogo era successo anche qualche anno fa: tanto che mancano dei materiali sopra il capitellino. Le fiancate, e l’arco a pietre bianche e rosa di Assisi, sono quanto resta di un antico portico distrutto dall’incendio doloso del 1534.

In origine, questo grazioso passaggio metteva in comunicazione la fortezza di Porta Sole (voluta dal legato pontificio, l’abate Gérard Du Puy, detto il Monmaggiore) col palazzo dei Priori. A fianco sta la chiesa, ex oratorio trecentesco, oggi sconsacrata e utilizzata da un negozio di abbigliamento. La facciata era in origine di Agostino di Duccio, ma fu poi rimaneggiata da Bino Sozi.

Insomma, siamo in uno dei punti più belli di Perugia, uno scorcio che i turisti di tutto il mondo non si stancano di fotografare, perché unisce la grazia del “passetto” con l’imponenza degli arconi di controspinta: un prodigio di architettura medievale, ardita e funzionale. Di fronte, la più bella casa-torre, tra le tante conservate in città I perugini – ma anche gli storici dell’arte – la ritengono insuperata. È posta al civico 1 di via Ritorta, all’angolo con via Fratti. Un insieme in cui storia, arte, architettura e bellezza si coniugano in maniera esemplare e rappresentano con orgoglio identitario la città del Grifo. Ma purtroppo queste considerazioni non valgono per gli sconsiderati. Quelli che hanno in spregio la storia e non si preoccupano di porre rimedio alle malefatte degli incoscienti.

Proprio stamane abbiamo visto sfrecciare in loco un paio di automezzi. Il cronista li invita a procedere più piano. Si prende un vaffa. Beata inciviltà.

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