Cronaca

Centro storico, lo studente che inviava droga tramite corriere: pagamento in bitcoin, affare da 24mila euro a settimana

Tutto parte da un pacco sospetto arrivato a Cesena. Risaliti all'acquirente, non con difficoltà, si è arrivati al mittente

E' sempre più sorprendente l'indagine a carico dello studente residente a Perugia in centro storico - arrestato nei giorni scorsi dalla Polizia - che aveva inaugurato un nuovo modo di spacciare droga, anche in grandi quantità, marijuana in particolare ma anche tanto hashish. Spediva tramite corriere la droga nascosta tra alimenti e vestiario vario. Una 40ntina di pacchi a settimana, sono stati stimati. A casa sua sono stati trovati quasi 5 chili di sostanza stupefacente. Prima di affidare il pacco al cliente, ovviamente pretendeva il pagamento. Esclusi i contatti, allora come avvenivano le transizioni? Tramite scambio telemativo. Addirittura si è scoperto che, chi poteva, pagava in moneta virtuale: ovvero in bit-coin. 

L'insospettabile studente dalla casa in centro a Perugia spediva tramite corriere pacchi di droga a domicilio

La conferma arriva da Cesena dove è stato fermato un 20enne di origine magrebina, ma cittadino italiano, residente a Valverde. L'arresto per accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Aveva ricevuto uno dei pacchi del 27enne perugino contenente una busta sottovuoto di marijuana per circa 94 grammi ed un’altra bustina con all’interno dell’estratto di cannabis per altri 0,73 grammi netti, il tutto nascosto tra zucchero e altri alimenti. Il giovane ha ammesso sia l'ordine tramite l'utilizzo un social network  che il pagamento utilizzando “Bitcoin” (per un equivalente intorno ai 450 euro circa per 100 grammi). La droga non veniva spedita ad un mittente fisico ma tramite negozi che avevano un servizio di magazzino proprio per sviare eventuali controlli di polizia.

Ma gli investigatori del Posto di Polizia di Cesenatico, dopo l’arresto, hanno svolto una prima immediata attività di indagine improntata a scoprire chi fosse il mittente del pacco contenente la droga e da dove essa provenisse. Si è scoperto così che lo stupefacente aveva come punto di partenza la città di Perugia e pertanto è stata allertata la Squadra Mobile di quella città che si è messa immediatamente sulle tracce dello spacciatore riuscendo ad individuarlo e predisponendo un servizio ad hoc per prenderlo con le mani nel sacco. Il business fruttava, con una spedizione di circa 40 plichi a settimana, un introito di 24 mila euro.

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