Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

Caso Procure, Davigo testimone a Perugia: "Fava non parlò di esposti su Pignatone e Ielo"

L'ex consigliere del Csm ha deposto in aula nel processo che vede imputati l'ex pm di Roma e Palamara che ha replicato

L'ex consigliere del Csm, Piercamillo Davigo, testimone a Perugia. Il magistrato ha deposto come testimone al processo per rivelazioni che vede imputati Luca Palamara e l'ex pm di Roma, Stefano Rocco Fava,.

"Ho conosciuto Stefano Fava perché Sebastiano Ardita mi chiede di intervenire a un incontro che riguardava, mi pare, le elezioni della sezione Anm locale. Io non ero entusiasta, avevo tante cose da fare, ma accettai. Fava in quell'occasione parlò di doglianze sull'allora procuratore capo, Giuseppe Pignatone, ma non mi accennò di un esposto" ha detto Davigo, rispondendo alle domande del pm di Perugia, Mario Formisano. "È abbastanza frequente che i magistrati si lamentino dei loro capo, lui ne parlò in termini generici. Quello che escludo categoricamente è che mi abbia parlato di un esposto contro Paolo Ielo (procuratore aggiunto di Roma, ndr) - ha aggiunto ancora Davigo - Conosco Ielo da 30 anni, come un pm integerrimo, e sarei saltato sulla sedia se qualcuno avesse parlato male di una persona di cui riconosco una grande integrità morale".

Alle parole di Davigo ha replicato, con dichiarazioni spontenee, Luca Palamara: "Mi sembra giusto e doveroso precisare che come risulta dall’atto di incolpazione e dalla sentenza che ha disposto la mia ingiusta rimozione dalla magistratura, contrariamente a quanto dichiarato dal dottor Davigo oggi in aula, io non ho mai avuto nessuna contestazione per concorso nell’esposto nei confronti del dottor Ielo  Sono sconvolto dal fatto che il mio giudice, cioè Davigo, mi abbia giudicato senza conoscere nemmeno il contenuto dell’incolpazione che mi riguardava".

 "Questa deposizione rafforza ancora di più i miei ricorsi fatti alla Corte Europea dei diritti dell’uomo per essere stato giudicato da un giudice che non è stato terzo ed imparziale. Quello che ho sentito oggi mi fa pensare che quel giorno il Csm abbia scritto una pagina oscura sulle vicende che mi hanno riguardato. Io mi auguro, visto che è stato il dottore Davigo a tirare fuori questo tema, che lui stesso a questo punto  possa fare chiarezza fino in fondo su quello che ha raccontato oggi senza ricorrere o trincerarsi dietro a omissioni o non ricordo su fatti e vicende che penso oramai interessano non solo il sottoscritto, come ovvio, ma tutta l’opinione pubblica" ha aggiunto ancora Palamara.
"Io confido che questo possa accadere e chiedo un atto di coraggio al consigliere Davigo. Non può passare il messaggio che oggi ci consegna Davigo: giudicare e condannare senza nemmeno conoscere le imputazioni. La giustizia non può essere vendetta, questo chiedono tutti i cittadini" ha concluso Palamara. 

Si torna in aula l'1 giugno.

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